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Rubava dalla colletta e si prostituiva, ma una medaglia de La Milagrosa lo ha salvato

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Portaluz - pubblicato il 09/02/17

“Condividendo con loro tutto quel tempo e dopo aver conosciuto le loro esperienze, credo che gli omosessuali non nascano così ma ci diventino, e la causa principale è il piacere. Ho conosciuto uomini che avevano molte donne; stavano una settimana con una e poi cambiavano; hanno iniziato ad essere nauseati dalle donne e hanno cominciato a cercare condotte completamente pagane. Avevano donne, avevano figli ma mi dicevano: ‘Kevin, provo piacere in questo, è come se mi sentissi libero’. Chiedevo a molti se si erano sempre sentiti così e mi dicevano di no, che ci erano arrivati col tempo”.

La somma di azioni errate commesse da Kevin ha implicato anche che si facesse dei nemici e finisse per essere minacciato di morte. La madre allora è intervenuta, mandandolo per vari mesi in una tenuta in cui il pomeriggio, dice, ricordava come suo padre ad Arauca si avvicinava al letto in cui lui giaceva ubriaco dopo essere tornato all’alba, pregando perché abbandonasse i vizi. Quel ricordo gli stringeva il cuore. Kevin si metteva in discussione…
“Ma il nemico è molto astuto e tenta di camuffare il male con il bene. Poi pensavo che quello che facevo andava bene perché condividevo con mio padre parte dei soldi che guadagnavo con i gay o rubando. Non mi rendevo conto che stavo spedendo la mia anima alla condanna eterna”.


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La medaglia de La Milagrosa

Al suo ritorno dalla tenuta e dopo essere caduto di nuovo, Kevin ha capito che il potere di Dio si manifesta – come insegna papa Francesco – nella misericordia. Sua madre lo aveva consacrato alla Santissima Vergine Maria da quando lo portava in grembo, e come ricordo di quest’atto d’amore aveva comprato una catenina d’argento con la medaglia de La Milagrosa, che custodiva per donargliela un giorno. Non aveva mai raccontato al figlio questo fatto spirituale realizzato per amor suo.

“Quella catenina con la Madonna l’ho rubata e l’ho venduta”, ha raccontato Kevin con la voce spezzata. Sua madre non si è arrabbiata. Lo supplicava solo di sapere dove l’aveva venduta. “Voleva recuperarla”. Alla fine Kevin ha ceduto.

“Quando mia madre è arrivata con la catenina si è inginocchiata e piangendo mi ha raccontato perché era così importante. In quel momento ho sentito una mano dolce che mi passava sugli occhi e la benda che li copriva è caduta. Mi ha fatto vedere come avevo distrutto la mia famiglia e la mia anima”.

Riscattato per Dio

Quella stessa mattina è andato alla chiesa di Maria Ausiliatrice. In ginocchio davanti al Signore ha chiesto aiuto per “cambiare vita”. Poi è andato nello studio di padre Omar. “Piangendo gli ho chiesto perdono, gli ho raccontato tutto quello che avevo fatto. Piangendo anche lui, mi ha abbracciato e mi ha detto: ‘Tranquillo, Dio è lì per risollevarti‘, e mi ha dato l’opportunità di tornare a servire in chiesa”.

Riconciliato poi a livello sacramentale, questo figliol prodigo ha avuto la grazia della speranza scoprendo e mettendo al servizio della Chiesa un talento che Dio gli ha donato: le sue qualità vocali e la sua predisposizione per la musica. Lodando con il suo canto il Santissimo e davanti all’immagine della Madonna, Kevin ha guarito le sue ferite. “La musica è come un salvagente che Dio ha posto nella mia vita”, ha riconosciuto.

Oggi il suo desiderio è andare all’università, trovarsi un lavoro, sposarsi e formarsi una famiglia. Per riuscirci, dice, “chiedo a Dio che mi dia la grazia di rimanere fedele. Da parte mia, mi dedico ogni giorno all’Eucaristia, alla lettura della Parola, recito il rosario in famiglia e servo il Signore con il carisma che mi ha donato, con il dono della musica e del canto”.


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[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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colombiamedaglia miracolosaprostituzionerubaretestimonianze di vita e di fede
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