Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
lunedì 10 Maggio |
San Damiaan (Jozef) de Veuster
home iconStorie
line break icon

Prende in affidamento bambini malati terminali per dare loro conforto e amore

pixabay

Valerio Evangelista - Aleteia - pubblicato il 09/02/17

Negli ultimi 20 anni Mohamed Bzeek si è preso cura di decine di bambini malati, 10 dei quali sono morti

Prendere in affidamento dei bambini richiede tanto amore e altruismo. Ma a Los Angeles c’è chi è andato oltre, prendendosi cura di bambini che stanno per morire: Mohamed Bzeek, che negli ultimi 20 ha adottato e preso in affidamento molti bambini gravemente malati.

“Il punto è amarli come se fossero miei”, ha dichiarato Bzeek al Los Angeles Times. “So che sono malati. So che stanno per morire. Come essere umano faccio del mio meglio, e lascia il resto a Dio”.

Bzeek, che oggi ha 62 anni, è arrivato dalla Libia nel 1978 come studente universitario. Se non fosse stato per l’ex moglie, probabilmente non avrebbe risposto alla sua chiamata. I due si conobbero negli anni ’80 grazie a un amico comune. I nonni di lei avevano preso in affidamento alcuni bambini, e Mohamed fece suo questo grande amore per i più piccoli. La coppia decise di concentrarsi sui bambini malati terminali verso la metà degli anni ’90, dopo la morte di una bambina che avevano preso in affidamento.

Quando era ancora nel grembo materno, la piccola aveva subito gli effetti dei pesticidi respirati dalla madre, bracciante nei campi; nacque con una spina dorsale così deformata che dovette indossare un gesso integrale. Bzeek si prese cura della bambina per un anno. “Soffrii tantissimo quando morì”, ha detto al Los Angeles Times mostrando una fotografia di lei nella bara, circondata da fiori.

L’unico figlio biologico di Bzeek, Adam, è nato nel 1997. Affetto da nanismo, aveva delle ossa così si sarebbero potute spezzare anche cambiando il pannolino o togliendogli i calzini.

Adesso Adam ha 19 anni e pesa circa 65 chili. Studia informatica al Citrus College, e va a lezione con la sua sedia a rotelle elettrica. È lo studente più basso del suo corso, dice Bzeek, “ma è un guerriero”.

Nel 2000 sua moglie Dawn si è ammalata gravemente. Le frequenti crisi epilettiche la indebolivano tantissimo, per giorni, costringendola a stare in casa. Il loro matrimonio ne risentì tantissimo, e i due si separarono nel 2013. Dawn morì poco più di un anno dopo.

Un altro dei bambini presi in affidamento – ricoverato 167 volte e morto ad otto anni – nacque con la sindrome dell’intestino corto. Non poteva mangiare cibo. Ma nonostante questo Bzeek voleva che si sentisse parte della famiglia, e lo faceva sedere comunque a tavola, insieme agli altri, con un piatto e un cucchiaio.


LEGGI ANCHE: L’ultimo discorso di uno studente 18enne con un cancro terminale


Adesso Bzeek si sta prendendo cura di una ragazza nata con encefalocele, condizione che l’ha resa mentalmente e fisicamente sottosviluppata. Dal suo cranio sporgevano parti del cervello, poi rimosse chirurgicamente. È non vedente e non udente, ha tutti gli arti paralizzati e soffre di continue convulsioni. Mohamed si prende cura di lei, cercando di darle quanto più affetto e conforto possibile.

So che non può sentire e non può vedere. Ma io ho le parlo sempre. La abbraccio, l’accarezzo… Ha dei sentimenti. Ha un’anima. È un essere umano”.

I medici hanno perso ogni speranza quando la bambina aveva due anni. Adesso ne ha sei.

C’è un disperato bisogno di genitori adottivi che si prendano cura di bambini in queste condizioni. E a Los Angeles c’è solo una persona disposta a farlo: Mohamed Bzeek.

“Se ci chiamano e ci dicono: ‘Questo bambino non può più stare qui, deve tornare a casa‘, c’è un solo nome a cui pensiamo”, ha detto Melissa Testerman, coordinatrice del Dipartimento degli affari sociali della contea, incaricata di trovare alloggi per i bambini malati. “Lui è l’unico disposto a prendere in affido un bambino che rischia di non farcela“.

Tags:
affidamentomalati terminali
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
1
PRAY
Philip Kosloski
Come sapere se la vostra anima ha subìto un attacco spirituale?
2
don Marcello Stanzione
Le confessioni di Mamma Natuzza: “Ho visto i morti, ecco co...
3
Gelsomino Del Guercio
Gesù e la lettura del Vangelo. Così Celentano “converteR...
4
TAMING TRIPLETS
Annalisa Teggi
Resta incinta mentre era già incinta: sono nate 3 bimbe e stanno ...
5
Mar Dorrio
Come trarre profitto spirituale dai momenti negativi?
6
Aleteia
Preghiera a santa Rita da Cascia per una causa impossibile
7
Web católico de Javier
Aneddoti che raccontano l’umorismo di Padre Pio
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni