Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

Iscriviti alla Newsletter

Per favore, aiutaci a mantenere questo servizio importante. IMPEGNATI ORA
Aleteia

Il Papa ai vescovi del Sud: “Quando non si guadagna il pane si perde la dignità”

Condividi

«Una società che non offre alle nuove generazioni sufficienti opportunità di lavoro dignitoso non può dirsi giusta, quando non si guadagna il pane si perde la dignità». Così Papa Francesco in un messaggio ai vescovi di Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna, riuniti oggi a Napoli per il convegno “Chiesa e lavoro. Quale futuro per i giovani del Sud?”. L’incontro rappresenta una tappa verso la prossima Settimana sociale dei cattolici italiani in programma a Cagliari, dal 26 al 29 ottobre 2017, dedicata proprio al tema del lavoro.  

«Al centro della questione lavorativa va sempre posta la persona con la sua dignità», raccomanda il Pontefice ai presuli e ai partecipanti nel testo firmato dal Segretario di Stato Parolin, e li esorta a trovare soluzioni concrete per contrastare quella che, a tutti gli effetti, è una «piaga» purulenta del nostro tempo: «la disoccupazione». «Questo è un dramma del nostro tempo – afferma Bergoglio – specialmente per i giovani, i quali, senza lavoro, non hanno prospettive e possono diventare facile preda delle organizzazioni malavitose».  

Speranza del Papa è «che le comunità ecclesiali, a fianco delle istituzioni, si adoperino con dedizione per ricercare soluzioni adeguate alla piaga sempre più estesa della disoccupazione giovanile e del lavoro nero e al dramma di tanti lavoratori sfruttati per avidità, a causa di una mentalità che guarda al denaro, ai benefici e ai profitti economici a scapito dell’uomo»

Parole, queste del Vescovo di Roma, che risultano ancora più significative all’indomani della morte del giovane precario di 30 anni a Trieste, che – «stufo di fare sforzi senza ottenere risultati, stufo di critiche, stufo di colloqui di lavoro inutili, stufo di sprecare sentimenti e desideri», come scriveva nella sua ultima lettera – si è tolto la vita per vendicarsi, a nome della sua generazione, di un furto: «il furto della felicità». 

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni

Milioni di lettori in tutto il mondo – compresi migliaia del Medio Oriente – contano su Aleteia per informarsi e cercare ispirazione e contenuti cristiani. Per favore, prendi in considerazione la possibilità di aiutare l'edizione araba con una piccola donazione.