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La storia di Moira Greyland: un triste caso di esperimento gender

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“Ciò che rende diversa la cultura gay da quella etero è la convinzione che il sesso in giovane età sia positivo e che l’unico modo per produrre un altro omosessuale è attraverso un’esperienza sessuale PRIMA che il ragazzo possa essere ‘rovinato’ dall’attrazione verso le ragazze”.

Questa testimonianza, come ricordato anche da Emanuela che l’ha tradotta e commentata (e che ringrazio), non può essere considerata, e non intende esserlo, un documento scientifico sulle realtà che sottostanno alle situazioni familiari a cui si fa riferimento.

Quel che rende le parole di Moira Greyland particolarmente interessanti, oltre la sua drammatica vicenda personale, è il fatto che lei è stata sottoposta ad una specie di esperimento “gender” per provare a forzare il suo orientamento in senso omosessuale. La visione proposta dalla sua esperienza è quella del tentativo tramite una sessualizzazione precoce di promuovere comportamenti omosessuali, si badi bene, non per combattere le discriminazioni ma per spingere il maggior numero possibile di ragazzi ad orientarsi in senso omosessuale. Dal punto di vista scientifico possiamo solo riproporci di verificare in futuro se veramente le iniziative che verranno promosse su istanze del movimento LGBTQ saranno nella direzione della sessualizzazione precoce e in un secondo tempo dello sdoganamento della pedofilia, cioè la tecnica indicata dalla Greyland o no. Si tratta di un’ipotesi seguita da una previsione.

Staremo a vedere. Ovviamente felicissimi di essere smentiti.

***

Molti conosceranno, anche solo di nome, la scrittrice statunitense Marion Zimmer Bradley (1930-1999). Divenne famosa grazie a delle serie di romanzi di genere fantascientifico (come il Ciclo di Darkover) e fantasy (come il Ciclo di Avalon, ispirato ai temi arturiani). Il suo romanzo più famoso fu probabilmente Le nebbie di Avalon, da cui venne tratta anche una miniserie.

Nel 1964 sposò in seconde nozze Walter Breen, da cui ebbe un figlio, Patrick (1964), e una figlia, Dorothy (1966), oggi nota come Moira Greyland. Nel 1979 i due si separarono, per poi divorziare nel 1990.

La Bradley morì nel 1999 e nel 2014 la figlia rivelò pubblicamente di aver subito violenze da entrambi i genitori, fatto che, come c’era da aspettarsi, scatenò un grande dibattito tra i fan della scrittrice. Questa è la traduzione di un post  scritto dalla Greyland sul blog di Katy Faust Ask the Bigot.

Molti potranno obiettare che si tratta solo di una vicenda personale, e che quindi non ha la validità di una ricerca scientifica sui figli di coppie gay. Va però notato che queste ricerche si basano tutte sullo studio di vicende personali, studio che, per poter essere davvero esaustivo, deve essere portato avanti almeno per qualche decina d’anni. Quando i figli di coppie gay raccontano storie non esattamente positive, le loro parole non vengono tenute in nessuna considerazione. Nessuno li vuole ascoltare. Niente sembra scalfire il dogma secondo cui “non c’è differenza” tra l’essere allevati da due genitori dello stesso sesso o di sesso diverso. Dal momento che esistono studi e testimonianze conto l’omogenitorialità, perché non ci si ferma a riflettere e a studiare, invece di mettere i bambini in situazioni di cui si sa ancora poco?

Di conseguenza, poiché nessuno vuole ascoltare queste testimonianze, abbiamo deciso di ascoltarle noi.

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