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Quando so di essere pronto per sposarmi?

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Nicoleta Ionescu

Aleteia - pubblicato il 01/02/17

Ogni fidanzamento è unico

Qual è la durata ideale di un fidanzamento? È molto relativo, e dipende da vari fattori che si riferiscono alla vita dei fidanzati. Un fidanzamento normalmente potrebbe durare tre o quattro anni, ma non è una regola. Dipende dalla situazione personale di ciascuno, dagli studi, dalla situazione finanziaria, dalla maturità della coppia, dall’intesa, dai dubbi che si possono nutrire…

Due fidanzati dovrebbero sposarsi dopo essere giunti alla conclusione di aver trovato entrambi la “persona adatta”, oltre ad avere i mezzi finanziari per creare una nuova famiglia. Non significa avere tutte le comodità, ma almeno un minimo che permetta loro di vivere in modo indipendente dalle rispettive famiglie.

Il momento giusto è quello in cui entrambi sono maturi e disposti ad assumere il matrimonio e una nuova famiglia. È importante porre un limite al fidanzamento. Ciascuno ha bisogno di tempo, ma è bene tener conto anche degli inconvenienti che derivano dal rimandare troppo il matrimonio: un fidanzamento eterno è una relazione che non giunge ad alcuna conclusione, e alla fine pregiudica la coppia.


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Una coppia è pronta a sposarsi quando entrambi lo desiderano e non hanno dubbi importanti sulla persona dell’altro, ma si conoscono abbastanza da accettarsi, con difetti e qualità; quando la vita dell’uno è aperta all’altro, senza segreti; quando si desidera vivere con l’altro, si è felici stando al suo fianco e si vogliono avere dei figli da lui.

Quanto tempo serve per capire se l’altro è la persona adatta da sposare? Dipenderà dal profilo di ognuno. È necessario che ciascuno prima di compiere il grande passo conosca bene l’altro, la sua famiglia, qualità e difetti. Il mistero che è ciascuno dev’essere rivelato nella misura in cui è umanamente possibile. La storia dell’altro dev’essere ben nota e accettata.

Sappiamo già che l’altro, in quanto tale, sarà sempre un mistero, ma almeno deve esistere una certezza su chi sia quella persona negli aspetti più importanti della sua vita: quali sono le sue convinzioni e i suoi valori, che rapporto ha con il denaro, com’è il suo carattere, cosa pensa dei bambini e della loro educazione..


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Dev’esserci anche una base finanziaria sufficiente, senza dipendere dagli altri, soprattutto dai genitori. Questo grado di libertà è importante per la vita di coppia. Si può anche vivere con i genitori per un certo periodo di tempo, soprattutto se questi sono soli o malati, ma la convivenza con i genitori o con altre persone non deve ostacolare la vita di coppia.

Nessuno deve pronunciare un “Sì” forzato dalle circostanze, né per rispettare delle aspettative, soprattutto della famiglia. Non bisogna mai sposarsi perché uno dei due minaccia altrimenti di porre fine alla relazione. La chiave è vivere il fidanzamento, di reciproco accordo, come qualcosa che prima o poi deve terminare con una decisione. Finirà in matrimonio o no? È questa la domanda a cui gli sposi – e solo loro – devono rispondere.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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