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Guarda il cuore, non solo l’esteriorità

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Ogni volta che sperimento la mia fragilità cerco la compassione di Dio

Gesù guarda la bellezza nascosta nel mio cuore. Cerca il bene che è nel mio cuore: “Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio“.

Voglio essere misericordioso. E tante volte mi spaventa la misericordia. Ho sempre pensato che un’eccessiva misericordia risvegli negli uomini l’ambiguità. È come se tutto valesse la pena. Scompaiono lo sforzo e la lotta. Non ci sono più obiettivi.

La misericordia mi sembra confusa. Come se le scelte di vita che prendo fossero in fondo uguali, come se non importasse poi così tanto avere fedeltà nelle piccole cose di tutti i giorni.

Ma non lo è. Un cuore misericordioso è un cuore povero, aperto. Un cuore che accoglie tutti. Un cuore che non rifiuta, non giudica, non condanna.

Mi piace vedere la misericordia come la mia via di salvezza. Otterrò misericordia se io stesso sono misericordioso. Se accolgo tutti. Se non giudico né condanno.

Ogni volta che sperimento la mia fragilità rivolgo il mio sguardo a Dio. Cerco i Suoi occhi. Cerco la Sua compassione. Voglio essere così. Proprio come Dio si comporta con me. Mi sembra chiaro: “Il Regno di Dio si fa presente dove le persone agiscono con misericordia”*.

E come ha detto Papa Francesco: “Siamo chiamati a vivere di misericordia, perché a noi per primi è stata usata misericordia“.

Gesù vuole che siamo misericordiosi verso gli altri. Questa è la via per la felicità. Ricevere l’amore di Dio e darlo nello stesso modo, con compassione. Guardando nel cuore dell’altro, non all’esteriore.

Gesù mi propone di essere come Lui. Di passare attraverso la vita come ha fatto Lui. Fidati, è un qualcosa che mi colpisce sempre. Che mi dona un viaggio interiore davvero prezioso. Mi fa sentire amato per come sono. E mi porta ad amare gli altri. I poveri, i diseredati, i perseguitati. Sono loro, il tesoro del Regno. I primi, i prescelti, gli amati.


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Beati i puri di cuore. Voglio avere un cuore puro. Ho bisogno di uno sguardo pulito. Un modo innocente di affrontare la vita. Ho paura di perdere l’innocenza nel corso degli anni. Mi spaventa non essere più un bambino ingenuo che ha fiducia di Dio e degli uomini.

Sarei felice, se il mio sguardo diventasse di nuovo puro. Sarei felice, se dentro di me non vivessero odio e illusione.

Voglio inoltre costruire la pace. In mezzo alle guerre e all’odio. In mezzo a tante divisioni che mi separano. Voglio essere pacifico. Portare pace con i miei silenzi e le mie parole.

Gesù guarda il potenziale della mia anima. Io sono chiamato a essere misericordioso, ad essere tranquillo, ad essere puro. È la mia missione in mezzo a un mondo a cui mancano questi tre pilastri. Cosa sto facendo per guardare con misericordia – seminando pace – dalla purezza del mio cuore?

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Valerio Evangelista]

*José Antonio Pagola, Jesús, aproximación histórica

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