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«Non dimenticherò mai il tuo sorriso». L’omaggio bello e struggente di un uomo alla moglie

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Francesco Forte

Gelsomino Del Guercio - Aleteia - pubblicato il 01/02/17

Il professore Francesco Forte ha scritto un post in cui ricorda la sua bellissima storia d'amore iniziata nel 1951 e durata 65 anni

Ha commosso tutti l’appassionata lettera d’amore scritta su Facebook dall’economista Francesco Forte alla moglie Carmen Cignoli scomparsa il 16 gennaio fa dopo 65 anni di matrimonio insieme. Il primo incontro nel luglio del 1951, poi le cartoline e qualche incontro di sfuggita (Famiglia Cristiana, 30 gennaio).

Così bello e struggente che Il Giornale e Italia Oggi nei giorni scorsi l’hanno pubblicata. «Carmen mi ha sorriso, mi ha detto con il sorriso, la voce fresca, musicale, lineare “hai la camicia un po’ sgualcita, se mi sposi io te la stirerò”. Sorrideva, non capivo se scherzava», scrive Forte di quel giorno del ’51. «Mia moglie invece non stirava, faceva tante cose ma non quella. Le piaceva leggere — dice ora al telefono da Roma al Corriere della Sera (30 gennaio) Per me uno dei piaceri era portarle un libro appena uscito. C’è un nuovo libro di Vitali. Un nuovo giallo di Carofiglio, ma ora sono lì» aggiunge con la tristezza nella voce.

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LA “FUGA” IN MONTAGNA

La “camicia sgualcita” è l’inizio di una incredibile storia, proseguita poi con cartoline e qualche incontro di sfuggita. «Poi una volta nel 1955, quando ero professore supplente all’Università di Milano, nell’intervallo dopo la lezione comparve inaspettata, in coda agli studenti che mi dovevano parlare e mi chiese di portarla in montagna, a Gromo, nella casa dei cugini, a prenderle delle cose, non voleva andare da sola. Io l’ho portata, con la mia 1100 sprint, oramai scrivevo sul Giorno, guadagnavo bene».

LA SORPRESA DELLA CARTOLINA

Ricorda il professore: «Siamo entrati, io sono andato al secondo piano, ho accesso la luce in una camera da letto, le griglie sbarrate, sul comodino di marmo c’era una mia cartolina di un anno prima, con i saluti; lei è salita io gliel’ho mostrata, lei è diventata rossa e mi ha detto “non vale”».

“VENIVA OVUNQUE, SENZA PAURA”

Nell’autunno del 1957 il matrimonio, poi la nascita del figlio Stefano, che insegna fisica teorica all’università di Milano. Forte ha avuto una vita piena, Carmen ne era parte fondamentale: «Non era facile essere sposata con uno che scriveva, che lavorava fino a tardi. A lei piaceva stare da sola. E non aveva paura di venire ovunque: anche in Africa, in elicottero, tra i ribelli somali».

“ORA NON POSSO PIU’ FARLE LA TELEFONATA..”

Sei decadi e mezzo insieme: «Quando si sceglie qualcuno per la vita si prova la necessità di stare con una persona che è un pezzo di noi». In ogni piccola cosa. «Quando viaggiavo le facevo la telefonata delle 8. Da sempre. Ora alle 8 non posso farle più la mia telefonata».

Il finale è denso di amore, ma anche amaro. «Io ora so che lei è in cielo e mi è vicina. Non mi tiene lontano sventolando un quaderno quasi sopra la mia testa. In mano, sul cuore, ha la cartolina di Gromo».

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