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Senza le suore, il nostro mondo sarebbe drammaticamente diverso

Jeffrey Bruno
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La Festa della Presentazione è vicina ed è tempo di pregare affinché vi siano sempre più suore.

Per anni la mia famiglia ha pregato tutti i giorni “affinché vi fossero più religiosi”, ma a me questo ha sempre fatto pensare “soprattutto più sacerdoti”.

Quella del sacerdozio è la vocazione di cui si sente più forte la mancanza, e siamo portati a pensare alle “preghiere per le vocazioni” come a “preghiere per avere più sacerdoti”. Ma questo è un grosso errore.

Non so esattamente cosa mi abbia fatto cambiare idea. Forse conoscere più suore da vicino, tra cui le tante religiose che frequentano il Benedectine College. Forse è la vocazione delle mie stesse figlie.

Qualunque sia il motivo, ora capisco che il mondo sarebbe un posto molto diverso senza suore.

In primo luogo, le suore hanno impedito che il male mettesse fine al mondo nel 20esimo secolo.

Possiamo citare in particolare due suore.

Prima di tutto Suor Lucia dos Santos, che ha fermato la tirannia del 20esimo secolo.

Sono d’accordo con quanto scritto nel 2005 da Joseph Bottum, secondo cui i veggenti di Fatima ebbero un grande impatto nella politica mondiale del 20esimo secolo. Grazie a loro, i cattolici di tutto il mondo hanno pregato ogni giorno per la conversione della Russia.

Le loro preghiere furono esaudite nel 1989, ma anche prima di allora, il messaggio di Fatima diede un duro colpo alle opinioni laiciste di quelle elite che vollero dare una possibilità all’ateismo comunista. Le cose non andarono così perché la Madonna di Fatima aveva già arruolato ogni cattolico del mondo in una battaglia spirituale contro le forze del secolarismo.

In secondo luogo: S. Teresa di Calcutta. Per molte persone è stata lei a definire il cattolicesimo del 20esimo secolo, riportando consapevolezza sul modo in cui devono essere trattati i più poveri.

Si consideri una poesia che Robert Louis Stevenson scrisse sulle suore in un lebbrosario:

Nel vedere la pietà infinita di questo luogo,
L’arto mutilato, il volto devastato,
E il sorriso innocente dei malati,
Lo stolto sarebbe tentato di negare il suo Dio.
Vede tutto questo, e si tira indietro; ma se guardasse di nuovo,
Ecco, la bellezza scaturirebbe dal seno del dolore!
Mostrerebbe le sorelle sulle rive del dolore,
E perfino uno sciocco resterebbe in silenzio, ad adorare.

Madre Teresa ha fatto per il mondo ciò che Suor Marianne Cope ha fatto per Robert Louis Stevenson: mostrare la povertà come opportunità di fede, piuttosto che come un segno contro Dio.

Ma Madre Teresa lo ha fatto per il mondo intero, insegnando a generazioni di scolari e di immigrati come pensare da cattolici, nonostante le aspettative di tutto il mondo. Da quelle classi sono sorti leader dei diritti civili, leader pro-vita e una miriade di volontari .

In secondo luogo, le suore hanno definito le linee principali della spiritualità contemporanea.

Santa Teresa di Lisieux è morta nel 1897, ma i suoi scritti hanno avuto un grande impatto per la Chiesa del 20esimo secolo. La sua Piccola via ha definito la quotidiana vocazione cattolica del “fare piccole cose con grande amore” e ha condotto direttamente alla Chiamata universale alla santità del Vaticano II.

Santa Faustina ha definito Dio stesso, per noi: “Il suo nome è misericordia”, ha detto S. Giovanni Paolo II.

Consideriamo l’immensa quantità di catechesi contenuta nella parte più breve della coroncina della Divina Misericordia che Faustina ci ha dato: “Per la Sua dolorosa Passione, abbi misericordia di noi e del mondo intero”. Pregare questo significa apprendere che il sacrificio di Cristo è compiuto una volta per tutte, che il peccato è una tragedia per noi così come lo è per gli altri, ma che noi possiamo esserne guariti.

Madre Angelica era una potente scrittrice, di inaspettata profondità spirituale. Appartiene a questo elenco di giganti perché ha osato dare spazio alla fede cattolica nel più potente mezzo del 20esimo secolo: la televisione.

Queste donne hanno trasformato il modo in cui i cattolici interagiscono sui posti di lavoro, nelle nostre famiglie, con Dio e con la cultura. Ed ognuna di esse è stata definita mediante i voti che prese in convento.

In terzo luogo, le suore ci trasformano con la testimonianza della loro vita e delle preghiere.

Di recente un museo nell’Ohio ha diffuso un annuncio delle Suore della Presentazione della Beata Vergine Maria ad Aberdeen, Dakota del Sud:

“Non vi offriamo alcun stipendio; nessun compenso; nessuna vacanza; niente pensione, ma molto duro lavoro; una povera abitazione; poche consolazioni; molte delusioni; frequenti malattie; una morte violenta o in solitudine“.

Il fatto che molte donne colgano questa sfida con gioia, ci mostra qualcosa che sarebbe molto più difficile da capire se non lo facessero: Dio è reale, la Sua volontà è l’unica vera gioia, e Lui sta aspettando i Suoi amici in Cielo.

Come saranno i prossimi 100 anni? Pregate affinché ci siano sempre più suore a mostrarcelo.

[Traduzione dall’inglese a cura di Valerio Evangelista]

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