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7 chiavi controintuitive per una vita felice

Victor Torres | Stocksy United

Michael Rennier - For Her - pubblicato il 30/01/17

Come dice il proverbio, "non ci sono vie per la felicità, la felicità è la via"

La ricerca della felicità è un qualcosa di strano. Nel momento in cui ci concentriamo sulla realizzazione di noi stessi, la felicità ci scivola dalle mani. E spesso succede che, quando pensiamo di aver dimenticato cosa sia, uno sguardo indietro ci fa capire che in realtà la felicità è stata sempre lì.

Quando ho cominciato a scrivere questo articolo, sono finito più volte su un concetto ormai comune: la felicità non si trova nella condizione sociale, nella ricchezza, nel potere, nel seguire ciecamente i capricci del cuore umano, nell’essere fedeli a se stessi né nel prendersi del tempo per se stessi. Ma credo che ognuno di noi sappia già che questi approcci non funzionano. Suppongo che la difficoltà stia nel fatto che – sebbene sappia che la felicità non si trovi in uno stipendio da capogiro, nell’ammirazione dei miei amici o nel fare ciò che voglio – continuo a desiderare disperatamente tutte queste cose.

C’è una grande differenza tra il conoscere a livello teorico il percorso verso la felicità, e il percorrerlo concretamente. Ecco perché lo scrittore Thich Nhat Hanh sostiene che “non ci sono vie per la felicità, la felicità è la via”. Forse ha a che fare con il fatto che la felicità non sia una cosa da afferrare, ma si trovi abbandonandoci ad essa e permettendole di circondarci. Questo significa che la felicità non si trova quando la cerchiamo direttamente, ma quando facciamo del nostro meglio per condividerla con gli altri. Quindi, con questo in mente, ecco sette chiavi contro-intuitive per una vita felice:

1. Pensa prima agli altri

Questo è un consiglio abbastanza comune, ma quello che voglio dire è che bisogna “pensare prima agli altri” in quanto persone. Non in quanto unità politiche, gruppi demografici, dipendenti o qualsiasi altra etichetta che limiti ciò che sono in quanto esseri umani. Certo, siamo tutti etichettati in qualche modo, ma nessuno dovrebbe essere ridotto a questo. Quando pensiamo agli altri in quanto esseri umani, proviamo più empatia nei loro confronti, apprezziamo la complessità della loro personalità (compresi i difetti), e ci dimentichiamo più facilmente di noi stessi.


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2. Sii presente ai funerali

Potrebbe non essere divertente doversi prendere qualche ora per stare insieme ad una famiglia in lutto a cui non sappiamo cosa dire. Ma oltre al fatto che quest’ultima lo apprezzerà sicuramente, i funerali rappresentano un modo sano per sfogare le proprie emozioni, e aiutano a guardare la vita nella giusta prospettiva. Niente dura per sempre e il nostro tempo qui è breve; siamo fatti per l’eternità. Ricordarci di questo ci aiuta a non lasciarci distrarre da ciò che non è molto importante, ad esempio il nostro bisogno di stare al centro dell’attenzione.

3. Vivi per la vita successiva proprio come per quella presente

Essere consapevoli della brevità di questa vita ci aiuta a considerare la sua fragile bellezza; ma sapere che c’è un mondo migliore proprio dietro l’angolo ci aiuta ad apprezzare questa vita, a prescindere dal tempo che trascorreremo qui. Nulla di ciò che guadagniamo qui sulla terra sopravvive alla morte, tranne la nostra anima. Più rendiamo belle le nostre anime attraverso l’amore, maggiore sarà ciò che porteremo con noi in Cielo (soprattutto se il nostro amore fa in modo che anche gli altri possano andarvi). Personalmente, il mio obiettivo è quello di amare questa vita e ottenerne il massimo, ma mai a scapito dei miei obiettivi spirituali.

4. Cerca l’eccellenza

Ogni volta che penso di aver appreso una buona abitudine, scopro che posso fare ancora di meglio. Perché l’anima dell’uomo continua a crescere, nel corso della vita. Le persone felici sono contente di ciò che sono, ma sanno che la ricerca del “buono” non è mai eccessiva. Provano sempre a migliorare se stessi, sapendo che nessuno è fatto per rilassarsi su ciò che è. Siamo creati per la grandezza.

5. Sii gentile con coloro che sono infelici

Questo sembra ovvio, ma ho notato che ci sono tantissime occasioni in cui è facile ignorare gli altri. Come con il mendicante all’angolo vicino casa, o la parrocchiana molto dolce, ma estremamente loquace, quando sono di fretta. Ma chi è veramente felice vuole condividere la propria felicità, soprattutto con i più bisognosi. Ed è difficile, specialmente quando si tratta di mostrare gentilezza verso coloro che in passato ci hanno fatto del male.


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6. Non permettere alle emozioni di governare su di te

Le emozioni sono reazioni buone e naturali agli eventi intorno a noi, ma se ci sopraffanno possono offuscare il nostro giudizio. Spesso confondiamo le altrui (e nostre) motivazioni, e le nostre emozioni finiscono col farci sentire infelici quando in realtà non dovremmo esserlo. La felicità è una condizione ben più profonda della semplice emozione. Quando siamo troppo emotivi, è buono fermarsi un momento e riflettere su ciò che sentiamo e valutare se sia necessario cambiare prospettiva.

7. Trova il lato positivo

La positività non dev’essere un’ingenua negazione della realtà. La negatività a volte è considerata più realistico, ma può essere altrettanto sbagliata quanto un’eccessiva positività. L’equilibrio si trova nel mezzo, nella volontà di riconoscere che è stata una brutta giornata ma che vi è del bene in ogni situazione. Tutto ciò che la vita ci butta contro può costruire il carattere e avvicinare le persone. Cerca di dare enfasi a ciò che è eccellente, invece di soffermarti sulle inadeguatezze: allora sarai sulla strada della vera felicità.


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[Traduzione dall’inglese a cura di Valerio Evangelista]

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altruismoemozionifelicitàgentilezzasolidarieta
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