Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
lunedì 17 Maggio |
San Pascual Baylón
home iconNews
line break icon

Come un bambino affamato mi ha insegnato la brutta verità su me stessa

Luc Forsyth CC

Simone Lorenzo - pubblicato il 30/01/17

...e mi ha dato qualcosa di più prezioso di quello che gli ho dato io

Non è forse così normale, in città come New York, Washington, o Houston, vedere bambini senzatetto. Me nelle città del terzo mondo sono ovunque. Purtroppo, molti di essi vengono sfruttati da gruppi criminali come quelli che si leggono nei romanzi di Dickens, che utilizzano l’apparente vulnerabilità dei bambini per portare a pietà i passanti. A Manila ho incontrato molti di questi bambini, ma ce n’è uno che mi ha toccata particolarmente per ciò che mi ha insegnato sul cuore dell’uomo.

Era una notte piovosa. Mi trovavo nella mia macchina, a un incrocio, in attesa che il semaforo diventasse verde. Tutto ad un tratto, ho sentito un colpetto sul finestrino. Era un bambino di nove o dieci anni, che chiedeva l’elemosina.

I suoi vestiti erano a brandelli, ed era praticamente scalzo. Vederlo così mi lacerava il cuore, mi faceva male vederlo soffrire; eppure, avevo paura di rivolgermi a lui.

E se poi dovesse chiedere di più? E se dovesse spendere in droga il denaro che gli do, oppure se dovesse darlo a sua volta a un adulto senza cuore che lo ha messo lì? E se l’adulto in questione lo stesse usando per commuovere delle persone ignare come me?

Non volevo dargli dei soldi. Mi venne in mente che sul sedile posteriore c’era un hamburger che non avevo ancora mangiato. Dare del cibo sarebbe stato un dono migliore e più sicuro del denaro, pensai.

Abbassai il finestrino, gli diedi l’hamburger e sorrisi. Anche lui sorrise, sotto la pioggia battente.

Il mio cuore riprese a battere all’impazzata. “Come può sorridere per un dono così piccolo?”

Improvvisamente sentii che stavo facendo qualcosa di sbagliato. Mi sono sentita insensibile, impotente e inutile. Avrei dovuto fare di più per lui, mi sono detta. Fece eco un’altra voce: “Se facessi di più per lui, dovrei farlo anche per le migliaia, se non milioni, di bambini di strada come lui. Questo è un problema troppo grande, non posso risolverlo io”.

Con un po’ di senso di colpa, sperai che almeno il mio sorriso gli potesse trasmettere che mi importava di lui. Eppure, quel mio interesse mi sembrava ingiusto, paternalistico, finto. Il mio sorriso sembrava più una maschera per nascondere la mia colpa e la mia paura, piuttosto che l’espressione di solidarietà.

Se fossi stata nei suoi panni, probabilmente mi sarei offesa per tutti coloro che, dentro un’auto con quella pioggia battente, si sarebbero limitati a darmi un misero panino freddo. Ma lui stava contraccambiato al sorriso, e i suoi occhi brillavano di gratitudine e sincerità.

Il semaforo diventò verde, segnalando la fine del nostro scomodo incontro. Guardando indietro verso di lui, lo vidi fare cenno a qualcuno in lontananza. Che fosse il suo padrone?

No. Un altro ragazzo di strada, più piccolo di lui, arrivò di corsa. Appena lo raggiunse, il primo ragazzo scartò l’hamburger, lo divise a metà, e ne diede una parte al suo giovane amico. Per la terza volta, ebbi un sussulto.

Mi chiesi: “Come può una persona che non ha nulla… un bambino con niente per sé… come può condividere quel poco che aveva? E io, dalla mia comoda macchina, mi preoccupavo che lui avrebbe potuto approfittarsi di me?”

In quel momento compresi una brutta verità su me stessa. Ho capito quanto la paura e il sospetto si fossero infiltrati nel mio cuore. Ho visto quanto facilmente avessi permesso che gli stereotipi della società ferissero la mia capacità di dare. Ho visto la mia piccolezza e la vuotezza nella mia anima. Sotto il mio sorriso si nascondeva una persona povera, ancor più a brandelli del ragazzo che mi sorrise per ringraziarmi di quel piccolo panino.


LEGGI ANCHE: Un senzatetto offre aiuto a una coppia infreddolita e riceve in cambio un invito che gli cambia la vita


Ma quell’incontro è diventato anche un’icona, per me. Mi ha mostrato tutto ciò di bello e pieno di speranza nel cuore dell’uomo. E mi ha mostrato che c’è ricchezza anche in coloro che sembrano non avere nulla.

Quell’anonimo ragazzo mi ha dato qualcosa di molto più prezioso di quello che ho potuto dargli io. Mi ha offerto uno scorcio dell’impulso più profondo dell’umanità. Un impulso più profondo della fame: l’impulso di amare.

[Traduzione dall’inglese a cura di Valerio Evangelista]

Tags:
bambinicondivisionefilippinepovertàsenzatettosolidarieta
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
1
chiara amirante,
Paola Belletti
Perché dobbiamo pregare per la guarigione di Chiara Amirante
2
Aleteia
Gli avvisi divertenti che si leggono nelle parrocchie
3
Lucía Chamat
La curiosa fotografia di “Gesù” che sta commuovendo la Colombia
4
don Marcello Stanzione
Le confessioni di Mamma Natuzza: “Ho visto i morti, ecco co...
5
Gelsomino Del Guercio
Ecco dove si trovano tombe e reliquie dei 12 apostoli (FOTO)
6
Padre Henry Vargas Holguín
Quali peccati un sacerdote “comune” non può perdonare?
7
Padre Maurizio Patriciello
L’amore di un prete per i fratelli omosessuali e le sue pre...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni