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Se vuoi sentirti più felice, fai qualcosa per gli altri

Michela Ravasio | Stocksy United
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Lavorare in modo disinteressato per gli altri dà più gioia del denaro

A quanto pare, questa verità è fin troppo nota, ma ora si vede confermata dai risultati della ricerca degli scienziati della London School of Economics, che hanno analizzato il rapporto tra il lavoro disinteressato per gli altri e il senso di felicità. Allo studio ha partecipato un gruppo di adulti statunitensi, ed è risultato che più si dedicavano ad aiutare gli altri più si sentivano felici.

Gli psicologi spiegano che quando ci concentriamo sui problemi dei più sfortunati i nostri sembrano meno gravi o meno dolorosi. Li percepiamo da una prospettiva diversa. Anziché la demoralizzazione per i nostri errori o difetti o la nostra solitudine, appaiono l’allegria e la soddisfazione per aver fatto qualcosa di buono per gli altri, qualcosa che ci è riuscito bene.

Sono contenta, perché me ne sono convinta personalmente. Partecipo all’organizzazione World Relief, coinvolta nel sostegno ai rifugiati. A volte aiuto a compilare documenti e a presentarli all’ufficio corrispondente e spiego a chi è appena arrivato come fare acquisti (vado a comprare cibo e medicinali). Mi emoziona ricevere dimostrazioni di gratitudine dai rifugiati per ogni piccola cosa che faccio per loro.

Non mi pento mai del tempo che impiego nell’ufficio dell’organizzaizone. A volte ho l’opportunità di imparare l’importanza della capacità di resistenza quando la vita mette davanti a un grave pericolo o una grande sfida.

Credo che nulla mi darebbe più soddisfazione che sapere che posso dare ciò che ho a persone che hanno perso tanto. Sono orgogliosa di poter svolgere questo tipo di lavoro, e sono felice di essere capace di lavorare in modo efficiente.

Gli altri volontari che ho conosciuto provano lo stesso. Shaela insegnava inglese. “Una delle lezioni più preziose che ho imparato attraverso il volontariato è comprendere che la gente è tutta uguale, indipendentemente dalla cultura, dallo status socio-economico, dall’età, dalla condizione fisica… In un primo momento, a prima vista potrebbe sembrare che la mia vita sia una storia del tutto diversa, ma poi risulta che non è così”, ha affermato.

Il volontariato mi ha fatto godere la vita. Sono diventata una persona più socievole. Ho lavorato con gli animali in un rifugio, e la mia vita è cambiata in meglio. Sapevo che ero utile, che quegli animali avevano bisogno di me, che dovevo uscire di casa, trovare chi se ne prendesse cura, il che mi ha costretta a conoscere gente nuova e a imparare a parlare con gli estranei. Per me, che sono introversa, è stata una grande sfida e un successo”, ha dichiarato Katy.

L’esperienza come volontario può essere molto preziosa anche per bambini e giovani. Michele Nietert dice: “Con l’aiuto dei bambini ho iniziato a consegnare cibo a domicilio agli anziani. I bambini erano felici quando vedevano il sorriso sul volto di quelle persone. ‘È arrivato il pranzo!’, gridavano dalla porta, e questo li divertiva. E io ero felice di poter condividere quella gioia con loro”.


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Il fatto di poter aprire il mio cuore, di vivere un’esperienza unica e imparare cose nuove mi sembra l’aspetto più prezioso del volontariato”, ha dichiarato Rosa Hopkins, volontaria e presentatrice radiofonica.

Mi sono resa conto molte volte del fatto che chi ha bisogno di aiuto è per noi, in qualche modo, un regalo spirituale. È un incontro speciale con Dio”.

Credo che il volontariato sviluppi la fede. Quando affrontiamo i compiti per i quali non ci sentiamo sufficientemente preparati (assistenza ai rifugiati, cura di anziani disabili…) chiediamo l’aiuto di Dio, e questo rafforza la nostra fede. Dedicando il nostro tempo agli altri, mostriamo la nostra riconoscenza a Dio per le benedizioni che riceviamo nella vita. La cosa più importante è capire che è meglio dare che ricevere.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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