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“Musulmani, ebrei, protestanti e ortodossi sono interlocutori privilegiati del Papa, che porta misericordia nel mondo”

Vatican Insider - pubblicato il 27/01/17

Con grande piacere oggi sono qui a presentare l’interessante libro «In Viaggio» di Andrea Tornelli con un’intervista a Sua Santità Francesco. Questo libro è importante perchè tramite i viaggi Papa Francesco manifesta uno dei principali scopi del suo papato – il suo grande desiderio di abbracciare tutte le religioni, costruire tra di loro nuovi ponti, lanciare un nuovo dialogo ecumenico nel nostro mondo pieno di sofferenze, difficoltà e guerre. Non a caso il libro inizia con il capitolo «Lampedusa, porta d’ingresso sulle ferite del mondo». In altri capitoli dove si parla dei viaggi di Francesco in Terra Santa, Corea, Albania, Sarajevo, Armenia, Georgia e Azerbaigian, Svezia abbiamo la testimonianza dell’approccio globale e inclusivo di questo pontefice. Musulmani, ebrei, protestanti, ortodossi sono interlocutori privilegiati di questo Papa che cerca di portare un po’ di misericordia in questo mondo.  

Il mio interesse principale è stato verso il capitolo dodici di questo libro, dove si parla dello storico incontro a Cuba. Infatti si tratta di un evento significativo: il primo incontro di un pontefice con un patriarca di Mosca, capo della Chiesa russa che ha giurisdizione su circa due terzi dei 200 milioni di ortodossi sparsi nel mondo. Come giustamente scrive Tornielli, «è un abbraccio desiderato da almeno un ventennio, prima da Giovanni Paolo II e poi da Benedetto XVI». Un appuntamento al quale le due nostre Chiese lavoravano da tempo.  

L’incontro tra papa Francesco e il Patriarca Cirillo il 12 febbraio dell’anno scorso a L’Avana è storico non solo perchè si è trattato del primo incontro tra i Primati delle Chiese, ma anche perchè a Cuba ha avuto luogo un evento che è espressione visibile del livello di fiducia e di compressione che è stato raggiunto nelle relazioni tra le due Chiese nel corso degli ultimi anni e che apre per loro nuove prospettive storiche. Sebbene ortodossi e cattolici sono separati da quasi dieci secoli, il contesto storico nel quale si trovano oggi i cristiani e le sfide che tutta l’umanità deve affrontare ci spingono a vivere e ad agire in questo mondo non più come rivali ma come fratelli, per difendere insieme i valori che abbiamo in comune.  

L’incontro tra i Primati delle due più grandi Chiese cristiane ha testimoniato, come, da entrambe le parti, vi sia la consapevolezza che la situazione mondiale ha bisogno di azioni urgenti come è stato indicato da Francesco e Cirillo nella loro «Dichiarazione comune» a Cuba. Da questo documento è risuonato un appello a un’azione congiunta rivolto alle forze che si oppongono all’estremismo di ogni genere, affinchè i leader politici superino le loro divergenze e si uniscano nella lotta contro le attuali minacce comuni. Prima di tutto risolvere il conflitto in Medio Oriente, fermare la guerra in Siria, distruggere il terrorismo, trovare una soluzione ai problemi umanitari e dei migranti. Sono sicuro che l’incontro a L’Avana avrà indubbiamente profonde conseguenze.  

L’incontro a Cuba apre una nuova pagina nella vita dei cristiani. Negli ultimi anni i rapporti tra la Santa Sede e la Russia, la Santa Sede e il Patriarcato di Mosca sono cambiati molto. Adesso abbiamo un intenso dialogo tra i due Stati e tra le due Chiese. Il Presidente Russo Putin ha incontrato Papa Francesco per due volte. Il loro dialogo è molto intenso.  

Come un altro esempio significativo adesso a Mosca si svolge con un grande successo la mostra dei tesori artistici dei Musei Vaticani. L’anno prossimo una mostra dai musei russi sarà allestita in Vaticano.  

Alla fine parlando del libro desidero sottolineare che effettivamente è un lavoro serio e molto profondo.È chiaro già da adesso che questo libro sarà utile sia per la grande opinione pubblica sia per specialisti e diplomatici che studiano l’attività straordinaria del Papa Francesco».  

* Ambasciatore russo presso la Santa Sede

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