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Se Dio è giusto, perché non abbiamo tutti le stesse possibilità?

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Aleteia - pubblicato il 27/01/17

Alcuni sono nati ricchi, altri poveri; alcuni sono nati sani, mentre altri vengono al mondo con delle malattie... Se Dio è giusto e fa tutto per il nostro bene, perché non crea tutti con le stesse condizioni?

1. Non partiamo tutti dalle stesse condizioni. Dio ha creato gli esseri nella diversità delle proprie caratteristiche

Il mondo è stato creato da Dio. Lo dichiara la fede, e lo dimostra la ragione. Possiamo affermare razionalmente che tutto viene da un “primo principio, che noi chiamiamo Dio”, come spiega Tommaso d’Aquino nelle sue famose cinque vie per dimostrare l’esistenza di Dio (Summa Theologica, parte I, punto 2, articolo 3) .

Ma solo la fede ci insegna che la creazione è stata realizzata nel tempo per una decisione libera, saggia e amorevole di Dio. La Rivelazione, considerata in fede come Parola di Dio, non dà molta importanza al modo in cui rappresentiamo l’origine dell’universo. Ciò che importa è soprattutto riconoscere come verità fondamentale il fatto che Dio abbia creato tutto personalmente, attraverso un atto di intelligenza e amore.

Potrebbe essere partito da un’esplosione iniziale di energia, oppure dalla formazione di materia inerte. Concepiamo il modo in cui ogni cosa si è sviluppata in base alla visione che abbiamo del cosmo e al livello delle nostre conoscenze, rappresentazioni della ragione.

Ma per fede sappiamo che Dio ha creato gli esseri con caratteristiche diverse – in particolare uomini e donne – nella propria originalità di creature spirituali, ognuna con il proprio profilo, e nella loro specifica unità.


LEGGI ANCHE: Papa Francesco: “la giustizia di Dio è il suo perdono”


2. Il principio della diversità è la saggezza e l’amore di Dio, e non la giustizia

La saggezza è evidente nella percezione armoniosa e sinfonica della diversità, ad ogni livello. Un’unità superiore che riconosce a ognuno il proprio valore come contributo alla perfezione di tutto l’universo e di tutta la storia.

L’amore accoglie tutto in un unico abbraccio, sostenendo ognuno per come è e per come vuole essere, superando allo stesso tempo un livellamento verso il basso – che ignora i valori – e l’imposizione di un’eccellenza che emargina i meno dotati.

Non tutti partiamo dalle stesse condizioni, perché uguali benché differenti tra di noi, espressioni diverse della sapienza divina. Siamo tuttavia tutti sostenuti e abbracciati da uno stesso ed unico amore, lo Spirito di Dio.

Questo non va a danno della giustizia, perché tutto ciò che siamo e abbiamo è un dono di Dio, dato a ciascuno nella propria individualità, affinché possa diventare pienamente ciò che è chiamato ad essere e svolga il ruolo per lui previsto nella sinfonia universale. Usando l’espressione biblica, possiamo dire “in tutto venga glorificato Dio” (UIOGD, secondo le iniziali latine de “ut in omnibus glorificetur Deus”) (1 Pietro, 4:11)

3. Percorriamo strade diverse. Creati a immagine di Dio, non restiamo fermi al nostro stato iniziale

Ciò che caratterizza la vita umana è che essa costituisce un vero e proprio cammino. In quanto esseri umani creati a immagine di Dio, non rimaniamo nello stato in cui siamo nati. La vita umana non si riduce al risultato dell’evoluzione di un essere sottoposto ad una serie di fattori di natura fisica, biologica, psicologica, culturale, sociale, economica o politica che lo determinano nel tempo e nello spazio. Non possiamo negare le molteplici influenze che ha su ciascuno di noi l’ambiente fisico, mentale, culturale e storico in cui siamo nati e in cui ci sviluppiamo; ma quali che siano le circostanze in cui viviamo, noi siamo chiamati a diventare ciò che facciamo della nostra vita.

Qui risiede l’essenza dell’uomo. Gli essere viventi, tra cui anche gli animali, nascono e si sviluppano a causa di molti fattori che li influenzano. Ma l’essere umano, al di là di queste cose, si sviluppa a partire da una sua scelta, che determinerà progressivamente la direzione intrapresa nella sua vita fino al momento di affidarla, volente o nolente, nelle mani di Dio.

La vita umana è chiamata a cercare la verità, la bellezza e la bontà, scegliendo quotidianamente le vie per raggiungere queste cose. C’è però l’alto rischio di diventare schiavi delle illusioni, vittime di paure immaginarie o del canto seducente delle sirene.

4. Giungeremo tutti allo stesso porto?

Una delle più grandi illusioni che bisogna smascherare, è pensare che la giustizia di Dio faccia in modo che tutti partiamo dalle stesse condizioni, come visto prima, e che ugualmente arriviamo tutti alla stessa destinazione.

La giustizia dell’origine è la stessa di quella della fine. Se ci fosse un livellamento, dovrebbe esserci all’inizio, durante e alla fine. Se ciò che guida l’azione divina è un’intelligenza amorevole, questa sarà presente all’inizio, durante e alla fine.

La domanda posta all’inizio nasconde dunque una visione assurda di Dio, deterministica e fatalista. Ignora davvero Dio. Lo concepisce quasi come un’appendice del mondo o dell’uomo, imponendogli il pensiero dell’uomo. “Le vostre vie non sono le mie vie”, ha detto Dio per mezzo del profeta (Isaia 55:8).

Ignora anche l’originalità della creatura spirituale, chiamata a vivere – come Dio – l’avventura di un rapporto personale. In ogni sua forma, l’amore è imprevedibile. Nulla è più vero dell’amore di Dio per noi, che si manifesta per il semplice fatto che esistiamo. Tuttavia, niente è più volubile della nostra fedeltà in amore, messa alla prova in ogni momento.

Totalmente dipendenti da Dio, esistiamo per essere in comunicazione con l’Essere primario, saggio e buono, che con amore compie la Sua opera: dare Se stesso in dono a tutti coloro che – riconoscendo Lui come Dio, e loro stessi come persone (sebbene intelligenti e libere) – assecondano il profondo impulso del proprio cuore, che li spinge ad abbandonarsi nelle mani dell’Amore e a darsi agli altri.


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5. Al termine di questa vita, saremo tutti giudicati sull’amore, ha scritto Giovanni della Croce

L’amore è la nostra vita. L’amore di Dio, contraccambiato con amore, è il nostro cammino. L’unità di tutti noi nell’amore di Dio è il porto comune dove ci incontreremo, preservando l’originalità con cui ognuno di noi è stato creato.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Valerio Evangelista]

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