Ricevi Aleteia tutti i giorni

Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

Paravicini Bagliani: i Cavalieri di Malta? Un Ordine millenario potente e misterioso

Condividi

Il Professore di Storia medievale: «Come si entra? Solo se cooptati»

Ha la sede centrale a Roma in via dei Condotti, tra i negozi di lusso. È religioso, ma anche militare e cavalleresco. Nato per seguire le Crociate organizzando ospedali, oggi è riconosciuto come uno Stato, ha targhe automobilistiche proprie e perfino un posto di «osservatore» alle Nazioni Unite. È l’Ordine di Malta, in cui si entra «solo su cooptazione». E gran parte dei membri sono «nobili e aristocratici». Lo spiega Agostino Paravicini Bagliani, per 28 anni docente di Storia medievale all’Università di Losanna.

Dunque chi sono i Cavalieri di Malta?

«Il Sovrano Militare Ordine di Malta è riconosciuto come ordine religioso dal Vaticano – fu rifondato nel 1803 da papa Pio VII, poi di nuovo confermato da Leone XIII – ma è anche considerato uno Stato da oltre 80 Paesi. Gode persino di un posto di “osservatore” all’Onu».

Perché è religioso, militare e cavalleresco?

«Il titolo originario, fin dalla fine dell’XI secolo, era Ordine dell’Ospedale di San Giovanni in Gerusalemme, il che ci spiega anche quale fosse il suo compito iniziale: quello di seguire le Crociate, a partire da Gerusalemme, organizzando ospedali. I membri dell’Ordine erano religiosi e cavalieri. Militari, perché cavalieri armati di spada. Religiosi, perché facevano voti di castità, povertà e obbedienza».

Quali sono le principali attività? E come le finanzia?

«Gestire ospedali, centri medici, ambulatori, istituti per anziani e disabili, in un centinaio di Paesi nel mondo. Offrire assistenza ai malati di lebbra. Sebbene il bilancio dell’Ordine non sia pubblico, si pensa che il finanziamento provenga dai membri e da donazioni private, oltre che dalle attività mediche. Lo sostengono anche la Commissione europea e organizzazioni internazionali».

Come si entra a farne parte?

«Solo su cooptazione. I membri devono rispondere a requisiti di moralità e di religiosità (fede cattolica). Ufficialmente, non devono più – come avveniva nel passato – dar prova di avere origini nobili, ma di fatto un gran numero le ha».

C’è un legame tra l’Ordine di Malta e i Templari?

«Sì, patrimoniale ed economico: nel 1314 l’ordine dei Templari fu sciolto e gran parte delle sue proprietà fu conferita agli Ospedalieri, antesignani dei Cavalieri di Malta».

Ci racconta qualche curiosità? Per esempio: è vero che immatricolano auto con targhe proprie?

«Un episodio rocambolesco riguarda Caravaggio, che, condannato a morte, riuscì a rifugiarsi a Malta nel 1607 grazie al Gran Maestro dell’Ordine. Le targhe? Essendo riconosciuto come Stato, le autorità dei Cavalieri dispongono di targhe proprie: la sigla finale è “XA”».

Questo articolo è stato pubblicato nell’edizione odierna del quotidiano La Stampa

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni