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Questa semplice abitudine renderà la cena in famiglia la parte migliore della giornata

Meaghan Curry | Stocksy United

CHRISTINA ANTUS - For Her - pubblicato il 26/01/17

Una semplice tradizione di famiglia ha trasformato la negatività di una mamma. Può funzionare anche per te!

La maggior parte dei miei giorni sono una routine in cui non faccio altro che lavatrici e inseguire il mio piccolo di due anni (che scappa via brandendo un quesadilla mezzo mangiato e cosparso di fondi di caffè appena tirati fuori dal bidone della spazzatura). In questi giorni così monotoni, in cui sono alle prese con i capricci dei bambini troppo stanchi, non sempre i pensieri positivi sono in cima alla mia lista.

A volte sono così frastornata dai bambini, dai lavori domestici, dagli appuntamenti e dalle commissioni che mi rendo conto che la mia attenzione è su ciò che non sta andando per il verso giusto. È facile rimanere inghiottiti dalla disperazione che viene insieme alle lotte della maternità. È facile entrare nel turbine della negatività e del cinismo. Il difficile è ricordare a me stessa di essere felice, concentrata e positiva quando sto cercando di cancellare delle scritte nere dal muro facendo attenzione a non rimuovere la vernice.

La negatività mi assale facilmente quando sto cercando di sgombrare l’autostrada del caos in casa senza farmi male calpestando un Lego col piede. Questi momenti fanno sembrare la positività impossibile o, nel migliore dei casi, inesistente. Dopo tutto, sorridere e dire “Questo è il miglior giorno di sempre” non è la prima reazione che ho quando vedo per terra quattro scatole di cereali rovesciate e palline di cacao che rotolano sul pavimento come biglie.

Eppure ho capito che, non importa quanto siano difficili le mie giornate, devo cercare di essere positiva. La mia famiglia lo richiede. Per citare Il mio grosso grasso matrimonio greco, “L’uomo è il capo della famiglia, ma la donna è il collo”. Siamo noi donne il collante che tiene tutto insieme. Senza di noi, tutto inizia a cadere a pezzi (noi comprese). Se non riusciamo noi a rimanere a galla, neanche la nostra famiglia lo farà.


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E così, per mantenermi attiva, quest’anno ho iniziato una nuova tradizione. Ogni sera, a cena, ognuno di noi dice una cosa divertente, allegra, o positiva che ci è successa – a parte il piccolo di due anni che è ancora alle prese con il quesadilla ai fondi di caffè… che è, tra l’altro, la sua cosa allegra. Non solo questa attività aiuta tutti a concentrarsi sulla parte migliore della loro giornata, ma offre anche un inizio di conversazione che entusiasma i ragazzi. La settimana scorsa erano grati per i seguenti motivi:

Hanno visto papà tornare a casa dal lavoro.

I giocattoli.

Disegnare un computer.

Guardare la TV.

Mangiare una torta.

Andare al museo.

Andare sull’altalena con la neve.

Giocare con gli amici.

La cena.

Fare un pupazzo di neve con papà.

Giocare a Shopkins con papà nel suo ufficio.

Andare in chiesa e mangiare una ciambella.

Vedere la sorella tornare da scuola.

Venire abbracciati dalla mamma dopo essersi fatto male.


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Ho constatato che, persino nel giorno peggiore, c’è una piccola grande gioia, spesso nascosta in momenti di tranquillità, per quanto brevi siano. Questi piccoli momenti ci danno fede. E con essa vengono anche gratitudine, apprezzamento, senso di realizzazione. Mentre io sono sempre grata per il cibo che mangiamo, per i vestiti che abbiamo e per il tetto sopra le nostre teste; mi sono persa nell’età adulta, e non mi concentro più sulle piccole gioie che sono sempre intorno a me. Quelle che i miei figli mi mostrano scegliendole come loro benedizioni del giorno. Ho iniziato questa attività per aiutare i miei bambini a capire come essere grati, ma è subito diventata una lezione che ha insegnato a me il valore della gratitudine.

[Traduzione dall’inglese a cura di Valerio Evangelista]

Tags:
famigliagratitudine
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