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10 ragioni per dare alla musica cattolica una seconda opportunità… oppure no

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Sul perché dovrebbe esistere o meno della “musica cattolica”, e perché continuerò comunque ad ascoltarla

Che cos’è la “musica cristiana”? Ha ricevuto il battesimo? Oppure bisogna contare quante volte appare il nome di Gesù nei testi?

Di recente abbiamo tenuto una festa a casa, e la mia coinquilina ha deciso di mettere della musica. Mentre scorreva le sue playlist, è arrivata alla sezione “musica cristiana” ed è stata travolta da un coro deciso fatto di “no!“.

In quanto autrice su Cecilia, non ho potuto fare a meno di mettermi un po’ sulla difensiva. Ma nello stesso tempo ho compreso la loro reazione. Anzi, per molto tempo pensavo anche io la stessa cosa.

Il mio primo assaggio di musica cristiana è avvenuto nello stesso tempo in cui decisi di rafforzare la mia fede cattolica, ai tempi del liceo. Ma crescere nella Bible Belt implicava che la maggior parte dei miei amici era protestante. Di conseguenza fui rapidamente immersa nella scena musicale cristiana, e iniziai addirittura a lavorare in una stazione radiofonica cristiana. Era entusiasmante: mi piaceva tantissima intervistare le band ed eravamo orgogliosi di trasmettere una certa varietà di musica cristiana.

Ma c’erano delle cose che non mi convincevano. La prima fu quando mi fu proibito di mettere in radio della musica di Matt Maher. Potevo mettere la versione di “Your Grace is Enough” fatta da Chris Tomlin, ma non quella di Matt Maher. Lui era cattolico. Decisi di lasciar correre… non c’erano ancora abbastanza artisti cattolici con cui poter controbattere.

Ma, nel tempo, mi resi conto che in radio dovevamo fare una sorta di prova del nove: per essere trasmessi, non era sufficiente essere “non cattolici”, bisognava essere abbastanza cristiani. La canzone parlava esplicitamente di Gesù, o perlomeno conteneva qualche tema cristiano come la speranza? Oppure era troppo mondana, troppo secolare per le nostre orecchie cristiane, così sante?

Ma alla fine non aveva poi così tanta importanza se la canzone fosse esplicitamente cristiana oppure no: passando di stazione in stazione, riuscivo subito a riconoscere la stazione radiofonica cristiana. E non perché potessi sentire, di tanto in tanto, degli Alleluia, ma a causa di quel sound. Quel sound tipico della musica cristiana.

Una sonorità che mi iniziava a stufare. Così come ero più che stufa di quella “prova del nove” che dovevamo fare ogni volta che volevamo introdurre una nuova canzone. Mi presi dunque una pausa.

Sono passati più di dieci anni, ed eccomi qui, di nuovo nella musica cristiana. E in questa mia “re-immersione” mi trovo a fare i conti con una domanda: dovrebbe esistere qualcosa come “musica cristiana” o “cattolica”?

La musica sacra, sì. Ma un genere a parte per la musica cristiana? Cos’è, questa “musica cristiana”? Ha forse ricevuto il battesimo? Dobbiamo contare quante volte compare il nome di Gesù nei testi? Qual è la linea di demarcazione, senza ricorrere a quella prova del nove che consideravo così ripugnante?

La risposta mi è arrivata parafrasando la frase attribuita a Martin Lutero: “Il calzolaio cristiano non svolge il suo compito da cristiano aggiungendo delle piccole croci sulla scarpa, ma realizzando delle scarpe ben fatte”.

Cos’è la musica cristiana? È arte, fatta bene. Cos’è la musica cattolica? È la musica meravigliosa che sgorga dall’anima di un cattolico. È un qualcosa di umano, profondamente umano, con un barlume del divino. Una prospettiva cattolica sul mondo, con gli occhi della fede e la speranza dei figli di Dio, senza però rinunciare all’umano: la grazia eleva la natura, non la distrugge.

La “musica cattolica” dovrebbe coprire l’intera gamma delle esperienze umane, e in effetti lo fa. Questa è stata la cosa che più mi ha entusiasmata quando ho fatto ritorno al mondo della musica cristiana: esistono molti più artisti cattolici di quanto possiamo immaginare, di più generi. Ed ecco perché ho voluto dare un’altra opportunità: perché ci sono molti nuovi artisti cattolici che sono dei veri artisti.

Ed ora voglio condividere con voi alcuni dei miei preferiti, che costituiscono 10 ragioni per dare alla musica cattolica una seconda opportunità… oppure no, se non siete ancora convinti che debba esistere qualcosa come la “musica cristiana”. In quel caso, ascoltate questi artisti, che sono, tra l’altro, dei cattolici.

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