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5 film candidati agli Oscar 2017 che potrebbero interessare ai cattolici

Catholic Link - pubblicato il 24/01/17

La battaglia di Hacksaw Ridge

Mel Gibson torna sul grande schermo come regista di questo film bellico sulla… pace? Basato su una storia vera, il film ha come protagonista Desmond Doss, un eroe di guerra la cui incredibile storia è portata in vita dall’interpretazione di Andrew Garfield. Doss era un uomo profondamente religioso, nonché pacifista dichiarato. Ad Okinawa, in quanto medico dell’esercito statunitense, le sue convinzioni lo hanno portato a salvare 75 persone. Senza dover neanche imbracciare un’arma. Un film straziante, che mostra la terribile brutalità della Seconda Guerra Mondiale. L’interpretazione di Andrew Garfield è impeccabile nel ritrarre un uomo – complesso e risoluto – le cui convinzioni andavano ben al di là delle parole. È la storia di un emarginato che trova redenzione tra i suoi compagni. Non facciamo fatica a capire perché Mel Gibson abbia voluto raccontare la storia di Desmond Doss. Oserei addirittura definire Hacksaw Ridge la terza parte della trilogia spirituale – non ufficiale – del Gibson regista (dove la prima è “La passione” e la seconda è “Apocalypto” del 2006). Un film di guerra quasi perfetto che secondo me merita assolutamente una nomina all’Oscar.

Loving

Il tema centrale di questo film è che “l’amore conquista l’odio”. Anche questo è un film ispirato a una storia vera. L’adattamento di Jeff Nichols racconta la toccante storia di un’epoca non molto lontana in cui, in alcuni degli stati d’America, era illegale sposare una persona di una razza diversa. Mildred e Richard Loving, una coppia sposata che viveva nella Virginia del 1958, vengono arrestati per la loro illecita unione interrazziale. Dal trailer emerge un lavoro umile ma accurato del regista Nichols in cui, nonostante l’innegabile ingiustizia, i protagonisti resistono. Notevoli le interpretazioni di Joel Edgerton e Ruth Negga, delicate ma potenti. Loving non cerca forse la gloria cinematografica, ma parla dolcemente di temi sociali, ricordando agli spettatori ciò che è giusto e ciò che è sbagliato (e, soprattutto, che l’amore trionfa sempre).

Silence

Martin Scorsese è uno dei miei registi preferiti. La sua lunga carriera ha spesso goduto di lodi ed elogi, portando però anche delle polemiche. Credo che il suo ultimo film, Silence, non solo sia il progetto più difficile che Scorsese abbia portato alla luce, ma anche quello che porterà più discussioni e opinioni contrastanti su di lui come uomo. Il film – interpretato da Liam Neeson, Andrew Garfield e Adam Driver – racconta la storia di due sacerdoti gesuiti del 17esimo secolo, in viaggio verso un Giappone in cui il cristianesimo è stato dichiarato fuori legge. La loro missione è quella di trovare il loro mentore, che ha pubblicamente rinunciato alla fede. L’ingombrante attenzione della critica nei confronti di Silence è dovuta alla profondità con cui Scorsese ha fatto accedere se stesso, gli attori e il pubblico nelle battaglie e nella bellezza della fede. Non penso sia un film che faccia emergere in modo netto e semplice i propri sentimenti nei confronti del cristianesimo. Penso anzi che porterà lo spettatore a ragionarci su nei giorni (o forse nelle settimane) a seguire. Se così fosse, allora credo che Scorsese abbia raggiunto lo scopo della sua visione artistica. È il film su cui ho più aspettativa quest’anno, che mi riempie di curiosità ma anche di paura. Solo il tempo dirà se ho ragione e, a febbraio, se questo film dovesse essere considerato il capolavoro per eccellenza della già straordinaria carriera di Scorsese.

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE

[Traduzione dall’inglese a cura di Valerio Evangelista]
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filmpremio oscar
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