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Una star di Hollywood mi ha ricordato quanto sia facile innamorarsi di Gesù

Dave Bedrosian/Geisler-Fotopress/DPA

Silas Henderson - pubblicato il 23/01/17

Alla base del cristianesimo c'è un rapporto con Gesù Cristo. Chi ve Lo ha presentato?

Giovanni vedendo Gesù venire verso di lui disse: “Ecco l’agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo! (…) Ho visto e ho reso testimonianza che questi è il Figlio di Dio”
Giovanni 1, 29. 34

In un articolo recente di America, l’attore Andrew Garfield ha condiviso alcune delle sue esperienze nel compiere gli Esercizi Spirituali di Sant’Ignazio di Loyola sotto la direzione del sacerdote gesuita James Martin. Il ritiro di 30 giorni faceva parte della sua preparazione per interpretare il ruolo di un gesuita nell’adattamento di Martin Scorsese dello splendido romanzo Silence, di Shusaku Endo.

Quando gli è stato chiesto cosa lo abbia colpito maggiormente in questa esperienza, Garfield ha affermato: “La cosa veramente semplice è stata innamorarsi di questa persona, innamorarsi di Gesù Cristo. È stata la cosa più sorprendente”.

Brendan Busse, S.J., che ha intervistato Garfield, ha proseguito: “È rimasto in silenzio ricordandolo, chiaramente emozionato. Si è sfregato il petto, proprio sotto lo sterno, in un punto tra la pancia e il cuore, e ha poi aggiunto ridendo: ‘Dio! È stata la cosa più notevole – innamorarsi, e quanto sia facile innamorarsi di Gesù’”.

L’idea di innamorarsi di Gesù mi è tornata in mente di recente quando il mio direttore spirituale mi ha chiesto del mio rapporto con Gesù, sottolineando che conoscere Gesù Cristo dev’essere la base della nostra vita spirituale. Negli ultimi giorni ho quindi ripensato al mio viaggio spirituale e vocazionale, riflettendo su quando e come ho conosciuto Gesù e su cosa significhi essere innamorato di Lui.
Chi vi ha presentato per primo Gesù? Per la maggior parte di noi, la risposta è probabilmente un genitore o un nonno quando eravamo bambini. Almeno per me è così, visto che penso a nonna Henderson.

Per altri di noi può essere stato qualcun altro in età più adulta. Potrebbe essere stato un amico del liceo o dell’università, o forse qualcuno con cui si usciva o il proprio coniuge.

Nel Vangelo di domenica scorsa – una sorta di prosecuzione della storia del Battesimo di Gesù –, troviamo Giovanni il Battista che presenta Gesù ai suoi seguaci, dicendo loro: “Ecco l’agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo! (…) Ho visto lo Spirito scendere come una colomba dal cielo e posarsi su di lui. (…) E io ho visto e ho reso testimonianza che questi è il Figlio di Dio”. Senza esitazioni, Giovanni dice ai discepoli che Colui che aveva detto che sarebbe arrivato è ora tra loro. L’opera di Giovanni è completata. Ha preparato la via e Dio ha mantenuto le promesse fatte ai loro antenati. Nei versetti che seguono il passo del Vangelo proclamato questa domenica, sentiamo come Andrea e un altro dei discepoli di Giovanni abbiano abbandonato Giovanni per intraprendere un nuovo stile di vita con Gesù (Gv 1, 35-40).

Giovanni il Battista ha dedicato la sua vita ad aiutare a preparare cuori e menti ad accogliere Colui che era stato promesso dal Signore. In un certo senso, questa missione è stata affidata anche a ciascuno di noi. Dopo tutto, non ci è stato detto di proclamare la Buona Novella a chiunque incontriamo?

Nel suo libro Pane per il viaggio, Henri Nouwen riflette sul motivo per cui questa missione di proclamare la Buona Novella è essenziale per ogni cristiano: “Dobbiamo farlo perché vogliamo condividere con tutte le persone l’amore e la speranza, la gioia e la pace che Gesù ci ha portato. Quello che abbiamo ricevuto è così bello e così ricco che non possiamo tenerlo per noi, ma ci sentiamo in dovere di offrirlo a ciascun essere umano che incontriamo”.

Se può essere difficile pensare a noi come a dei profeti, è proprio questo che siamo chiamati ad essere. Ogni cristiano ha il compito speciale di aiutare a proclamare che Dio è oggi all’opera nel mondo per aiutare la gente a riconoscere come Cristo offra ancora la misericordia e l’amore di Dio. È un messaggio che dobbiamo proclamare e ascoltare più che mai, soprattutto quando cerchiamo di trovare un senso a tante cose senza senso nel mondo odierno.

Quali sono le persone significative che vi hanno aiutato a crescere nel vostro rapporto con Gesù?

Cosa significa per voi essere chiamati ad essere profeti nel mondo di oggi? In che modo Dio vi sta chiedendo di aiutare gli altri a riconoscere la Sua presenza e la Sua grazia nel mondo?

Come condividono gli altri la pace, la gioia e l’amore che derivano dal vostro rapporto con Gesù?

Parole di saggezza: “I primi cristiani, portando questo messaggio al mondo, si sono visti come la realizzazione della profezia di Isaia ‘Io ti renderò luce delle nazioni perché porti la mia salvezza fino all’estremità della terra’. Questa è anche la nostra missione al giorno d’oggi. Immaginate un mondo in cui ogni parola pronunciata da ogni gola sia una promessa di amare senza paura, nemmeno la paura della morte. Questo è il sogno di Dio per l’umanità. Questo è il messaggio di Gesù. Questa è la nostra sfida come portatori dello Spirito di Dio al mondo” – Michael Simone, S.J.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

Tags:
amareandrew garfieldsilencetestimonianze di vita e di fede
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