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“C’è una bestemmia imperdonabile: quella contro lo Spirito Santo”

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Ecco le «grandi meraviglie del sacerdozio di Cristo», che ha donato Se Stesso, una volta per l’eternità, per il perdono dei peccati di tutti gli uomini, ora intercede davanti al Signore e poi tornerà per portare tutti con Lui. Attenzione però, perché c’è una bestemmia che è «imperdonabile», quella contro lo Spirito Santo. Lo afferma papa Francesco nell’omelia di questa mattina, 23 gennaio 2017, a Casa Santa Marta. 

Come riferisce Radio Vaticana, la meditazione del Pontefice scaturisce dalla Prima Lettura odierna, dalla Lettera agli Ebrei, in cui si legge di Cristo Mediatore dell’Alleanza che il Signore compie con gli uomini. Il Figlio di Dio è il Sommo Sacerdote. E il sacerdozio di Cristo è la più grande meraviglia esistente, evidenzia il Vescovo di Roma, che porta a cantare un canto nuovo al Signore, come recita il Salmo responsoriale. 

Il sacerdozio di Gesù ha tre momenti, «meravigliosi» appunto.  

Il primo è la Redenzione: mentre i sacerdoti dell’Antica Alleanza sono obbligati ogni anno a offrire sacrifici, «Cristo offrì se stesso, una volta per sempre, per il perdono dei peccati». Si tratta appunto di una azione che «ci ha portato al Padre, ha ricreato l’armonia della creazione».  

La seconda tappa è pregare per ogni uomo. In pratica, «mentre noi preghiamo qui, Lui prega per noi, per ognuno di noi». Sottolinea Papa Bergoglio: «Adesso, vivo, davanti al Padre, intercede», affinchè non diminuisca la fede.  

Poi Francesco ricorda quante volte si domanda ai preti di pregare perché «sappiamo che la preghiera del sacerdote ha una certa forza, proprio nel sacrificio della Messa».  

Terzo: il ritorno di Gesù Cristo. Tornerà per «fare il Regno definitivo», portando tutti gli uomini con Lui. Dal Signore.  

Quindi, «c’è questa grande meraviglia, questo sacerdozio di Gesù in tre tappe – quella in cui perdona i peccati, una volta, per sempre; quella in cui intercede adesso per noi; e quella che succederà quando Lui tornerà – ma anche c’è il contrario, “l’imperdonabile bestemmia”». È pesante e inquietante «sentire Gesù dire queste cose, ma Lui lo dice e se Lui lo dice è vero. “In verità Io vi dico tutto sarà perdonato ai figli degli uomini – e noi sappiamo che il Signore perdona tutto se noi apriamo un po’ il cuore. Tutto! – i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno – anche le bestemmie saranno perdonate! – ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno”».  

Il Pontefice spiega questo concetto riferendosi alla unzione sacerdotale di Gesù: l’ha fatta lo Spirito Santo nel grembo della Vergine, e i sacerdoti, nella cerimonia di ordinazione, sono unti con l’olio: dunque «anche Gesù come Sommo Sacerdote ha ricevuto questa unzione. E qual è stata la prima unzione? La carne di Maria con l’opera dello Spirito Santo. E quello che bestemmia su questo, bestemmia sul fondamento dell’amore di Dio, che è la redenzione, la ri-creazione; bestemmia sul sacerdozio di Cristo. “Ma che cattivo il Signore non perdona?” – “No! Il Signore perdona tutto! Ma chi dice queste cose è chiuso al perdono. Non vuole essere perdonato! Non si lascia perdonare!”». Questo è «il brutto della bestemmia contro lo Spirito Santo: non lasciarsi perdonare, perché rinnega l’unzione sacerdotale di Gesù, che ha fatto lo Spirito Santo».  

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