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Come amare il genitore che ci ama in modo imperfetto

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La beata Laura Vicuña è una splendida testimonianza di chi lotta per perdonare chi non ci ama come vorremmo

La storia della Chiesa è piena di santi il cui amore per Cristo li ha posti in opposizione diretta ai loro genitori. Vediamo continuamente figli di pagani minacciati o perfino martirizzati dai propri genitori. In seguito, nella storia della Chiesa (e spesso ancora oggi) troviamo genitori cristiani che si sono opposti a una vocazione, rinchiudendo San Tommaso d’Aquino in una stanza con una prostituta o cercando di trascinare a casa Santa Agnese d’Assisi tirandola per i capelli. Molti di noi potrebbero identificarsi con quei santi, avendo vissuto la realtà delle parole di Gesù in Matteo 10, 35: “Sono venuto infatti a separare il figlio dal padre, la figlia dalla madre”.

Per la maggior parte di noi, la lotta non è con genitori che ci odiano, ma con genitori che ci amano in modo imperfetto. La vita della beata Laura Vicuña è stata caratterizzata più dalla debolezza della madre Mercedes che dall’opposizione di quest’ultima. Rimasta vedova quando Laura e sua sorella erano molto piccole, Mercedes pensò che l’opzione migliore per sostenere le sue figlie fosse quella di diventare l’amante di Manuel Mora, un uomo ricco che si offrì di mandare le ragazze in un collegio salesiano. Lì l’amore di Laura per Gesù fu evidente a tutti coloro che la circondavano, soprattutto quando mandava baci a Gesù nel tabernacolo e parlava con lui ad alta voce come con un amico. La testimonianza delle suore e la vita di preghiera fecero sì che Laura sentisse la necessità di appartenere pienamente a Cristo.

Dopo il suo primo anno di scuola, Laura tornò a casa e iniziò a riconoscere il male della vita che conduceva la madre, amante di un uomo abietto i cui baci ubriachi facevano arrabbiare la piccola Laura. Mercedes tentava di difendere la figlia, ma era impossibile ragionare con Mora quando era ubriaco.


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Laura tornò a scuola consapevole del fatto che qualcosa non andava nella vita di sua madre, ma sembra non aver capito la peccaminosità della situazione fino alla sua prima Comunione, quando aveva 10 anni. Quel giorno Laura pregò: “O Dio, voglio amarti e servirti per tutta la mia vita. Ti offro la mia anima, il mio cuore, tutta me stessa”. Quando si accorse che la madre non faceva la Comunione, iniziò a pregare con fervore che Mercedes si convertisse. “Gesù, desidero che mamma ti conosca meglio e sia felice”, pregava.

Non era solo Mercedes ad essere infelice. Ogni estate, quando Laura tornava a casa, Mora le riservava sempre più attenzioni. Sua madre sembrava incapace di opporsi, e Laura iniziò a preoccuparsi per la sua sicurezza. Quando aveva appena dieci anni, le avances di Mora divennero così spinte che Laura trascorse una notte nascondendosi nel bosco mentre lui picchiava la madre per non averla costretta a restare. Mercedes non riusciva a vedere una via d’uscita da quella relazione. Manuel si rifiutò di pagare l’iscrizione di Laura per l’anno successivo, ma le suore ci rinunciarono per salvare la piccola.

Malgrado la sua profonda preoccupazione per la madre, Laura era molto felice di vivere con le salesiane, e iniziò a chiedersi se il Signore non le stesse chiedendo di unirsi a loro. Il suo direttore spirituale concordò sul fatto che avesse una vocazione religiosa, anche se quando andò dal vescovo a 11 anni questi rise e le disse di aspettare.

Ma sembra che Dio stesse proprio chiamando Laura. Dopo avergli già donato il suo cuore, gli offrì la sua vita come sacrificio per la conversione di sua madre. Anziché essere risentita nei confronti di una madre incapace di proteggerla, Laura era disposta a offrire la sua vita per la salvezza della mamma.


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Un anno e mezzo dopo Laura si ammalò seriamente e venne rimandata a casa perché potesse godere del clima migliore. Visto che la sua salute peggiorava, Laura credeva che Dio avesse accettato il suo sacrificio. Mora, però, continuò a guardarla con desiderio, e Mercedes trovò finalmente la forza di sottrarre se stessa e le figlie alla sua influenza. Se ne andarono da casa sua, ma non abbastanza lontano. Una sera Mora fece irruzione nella loro piccola abitazione e annunciò che vi sarebbe rimasto. Laura, con tutta la forza che riuscì a trovare, disse che lei non sarebbe rimasta e uscì di casa. Mora la seguì in strada con una frusta e iniziò a frustrarla e a prenderla a calci. La picchiò fino a ridurla in stato d’incoscienza, e stava cercando di portarla via quando vide gli abitanti del paese circondarlo, e allora la lasciò a terra fuggendo via.

Laura visse una settimana. Perdonò il suo assassino, pregò la sua famiglia di amare Dio e alla fine rivelò alla madre il sacrificio che aveva fatto. Il 22 gennaio 1904 Laura morì. Sua madre si alzò dal suo capezzale, andò in chiesa, si confessò e non tornò più da Mora. La vita di Laura era stata offerta in sacrificio, e nessun sacrificio è vano.

Ricorda Maria Goretti il tremendo assalto a una ragazzina che poi perdona il suo assassino, ma quello che mi colpisce nella vicenda di Laura non è tanto il suo perdono di Mora, quanto il perdono nei confronti di Mercedes. Siamo davanti a una madre che aveva buone intenzioni, che amava la figlia ma in modo imperfetto. Dall’esterno, possiamo vedere solo quello che Mercedes avrebbe potuto fare in modo diverso, ma non possiamo conoscere l’amore, la paura o il senso di futilità che provava. A volte mi sembra che sia più difficile amare chi ci ama male che amare chi ci odia. La beata Laura Vicuña, la cui festa si celebra il 22 gennaio, è una splendida testimonianza di perdono nei confronti di coloro che non riescono ad amarci bene. Chi è arrabbiato con i propri genitori imperfetti farebbe bene a prendere ad esempio una ragazzina che ha visto il peccato e la debolezza della madre e l’ha comunque amata, fino a morire.

Chiediamo anche l’intercessione della beata Laura nell’anniversario della sentenza Roe v. Wade [che ha legalizzato l’aborto negli Stati Uniti, n.d.t.] per le donne che si sentono costrette a prendere decisioni che danneggiano i loro figli, prima o dopo la loro nascita. Se perfino da bambina è riuscita a comprendere e a perdonare l’amore imperfetto della madre, tanto più lo farà da santa. Beata Laura Vicuña, prega per noi!

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Meg Hunter-Kilmer scrive per il suo blog, Held by His Pierced Hands, e viaggia in tutti gli Stati Uniti per parlare a giovani e adulti e guidare ritiri e missioni parrocchiali.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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