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Bambino di 8 anni prega il Santissimo e ottiene una grazia per la sua famiglia

omsickova Tatyana

Padre Augusto Bezerra - pubblicato il 17/01/17

Diego, un bimbo la cui fede in Gesù Sacramentato ha trasformato la realtà della sua famiglia, segnata da maltrattamenti, alcolismo e povertà

Padre Patricio Hileman, responsabile della formazione di cappelle di Adorazione Perpetua in America Latina, ha condiviso la toccante testimonianza di Diego, un bambino messicano di 8 anni la cui fede in Gesù Sacramentato ha trasformato la realtà della sua famiglia, segnata da problemi di maltrattamenti, alcolismo e povertà.

La storia si è svolta a Mérida, capitale dello Stato messicano dello Yucatán, nella prima cappella di Adorazione Perpetua che i missionari di Nostra Signora del Santissimo Sacramento hanno istituito nella città.

Padre Hileman ha riferito al Gruppo ACI che il bambino ha sentito in uno dei suoi interventi che “Gesù benedirà cento volte tanto chi si dispone a vegliare all’alba”.

“Dicevo che Gesù ha invitato i suoi amici all’Ora Santa. Gesù ha detto loro: ‘Non riuscite a vegliare un’ora con me?’, gliel’ha detto tre volte e lo ha fatto all’alba”, ha ricordato il sacerdote argentino.

Le parole del presbitero hanno fatto sì che il bambino decidesse di effettuare la sua veglia alle 3.00, una cosa che ha richiamato l’attenzione della madre, alla quale ha spiegato che lo avrebbe fatto per un motivo preciso: “Voglio che mio padre smetta di bere e di picchiarti e che non siamo più poveri”.

Nella prima settimana la madre lo ha accompagnato, la seconda settimana Diego ha invitato il padre.

“Un mese dopo aver iniziato a partecipare all’Adorazione Perpetua, il padre ha testimoniato di aver sperimentato l’amore di Gesù e di essere guarito”, e in seguito “si è innamorato nuovamente della madre in quelle ore sante”, ha segnalato padre Hileman.

“Ha smesso di bere e di litigare con la madre e la famiglia non è più stata povera. Grazie alla fede di un bambino di appena 8 anni, tutta la famiglia è stata curata”, ha aggiunto.

Questa è solo una delle varie testimonianze di conversione che secondo padre Hileman si verificano nelle cappelle di Adorazione Perpetua, iniziativa dei missionari di Nostra Signora del Santissimo Sacramento, comunità della quale è il fondatore.

“Il primo comandamento dell’Adorazione Perpetua è lasciarsi ‘abbracciare’ da Gesù”, ha spiegato il sacerdote. “È il luogo in cui impariamo a riposare nel cuore di Gesù. Solo Lui può darci questo abbraccio dell’anima”.

Il sacerdote ha ricordato che l’iniziativa è cominciata nel 1993 a Siviglia (Spagna), dopo che San Giovanni Paolo II aveva espresso il desiderio che “ogni parrocchia del mondo potesse avere la sua cappella di Adorazione Perpetua, dove Gesù fosse esposto nel Santissimo Sacramento, in una custodia, adorato solennemente giorno e notte senza interruzione”.

Il presbitero ha aggiunto che “San Giovanni Paolo II faceva sei ore di adorazione al giorno, scriveva i suoi documenti con il Santissimo esposto e una volta a settimana trascorreva tutta la notte in adorazione. È questo il segreto dei santi, è questo il segreto della Chiesa: essere centrati e uniti a Cristo”.

Padre Hileman è incaricato da oltre 13 anni della missione in America Latina, dove esistono già 950 cappelle di Adorazione Perpetua. Il Messico guida la lista con oltre 650 cappelle, presenti anche in Paraguay, Argentina, Cile, Perù, Bolivia, Ecuador e Colombia.

“Lo stesso Gesù che continuiamo ad adorare e ad amare è Colui che ci dà la forza per poter apprezzare sempre più il sacramento dell’Eucaristia”, ha sostenuto il sacerdote.

Secondo Maria Eugenia Verderau, che da sette anni prega a un’ora stabilita della settimana in una cappella per l’Adorazione Perpetua in Cile, questo “aiuta molto a crescere nella fede. Mi aiuta a capire il mio posto di fronte a Dio, come figlia di un Padre che vuole solo il meglio per me, la mia vera felicità”.

“Viviamo giornate molto agitate, dalla mattina alla sera. Prendersi un po’ di tempo per fare adorazione è un dono, dà tranquillità, è uno spazio per pensare, per ringraziare, per mettere le cose al posto giusto e offrirle a Dio”, ha commentato.

[Traduzione dal portoghese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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