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Il Vaticano, i preti pedofili, e l’Espresso… cosa c’è di nuovo?

© Antoine Mekary / Aleteia
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Tre elementi chiave per capire le rivelazioni annunciate da Emiliano Fittipaldi nel suo libro di prossima pubblicazione, “Lussuria”

Cosa c’è di nuovo nel libro “Lussuria”, che il giornalista Emiliano Fittipaldi pubblicherà il 19 gennaio sulla gestione di vescovi e cardinali di casi di abusi sessuali di sacerdoti?

Lo stesso Fittipaldi, sotto processo Vaticano per il suo libro “Avarizia”, assieme al collega Gianluigi Nuzzi, assolto per difetto di giurisdizione, ha pubblicato un articolo su “L’Espresso”, questa domenica dove anticipa alcune delle informazioni centrali del volume.

Vediamo tre elementi chiavi per capire queste rivelazioni.

Rivelazioni

L’articolo di quattro pagine di Fittipaldi lancia una accusa centrale: tre dei cardinali che compongono il C9, il gruppo di nove prelati che assistono papa Francesco nella riforma della Curia Romana, non hanno risposto in maniera adeguata alle denunce contro sacerdoti colpevoli di abusi. L’accusa si allunga anche ad altri quattro porporati della Chiesa.

Nell’argomentare queste accuse, il libro offre informazioni già pubblicate o di pubblico accesso. In questo senso, a giudicare dalle anticipazioni, il contributo del libro consiste nel radunare in un dossier elementi concreti che servono per capire come molti vescovi e cardinali hanno affrontato questi scandali nelle loro diocesi.

In generale, il giornalista offre notizie che mostrano uno dei drammi più terribili provocati da questi abusi, per il quale Papa Francesco ha chiesto perdono e impegno effettivo: molte volte, i pastori, hanno anteposto l’immagine della Chiesa al dovere di accogliere e accudire le vittime.

Fittipaldi mette in causa direttamente Papa Francesco, perché ha nominato per una commissione così importante, come quella della Riforma della Curia, tre cardinali che avrebbero avuto delle colpe nella gestione di casi di sacerdoti criminali. Ma oggettivamente le accuse contro i prelati sono di carattere molto diverso e sottomesse all’interpretazione dei dati pubblici disponibili.

Nel caso del cardinale George Pell, prefetto della Segreteria dell’Economia della Santa Sede, si citano informazione del processo, ancora in svolgimento in Australia, che lo vede imputato per il modo in cui ha gestito casi di preti criminali quando era vescovo di Melbourne.

Nel caso del cardinale Francisco Errázuriz, arcivescovo emerito di Santiago, si fa riferimento alla sua gestione del caso di padre Fernando Karadima, uno scandalo che ha sconvolto la società cilena, dove i fatti in causa in occasioni erano capitati molti anni prima.

Del cardinale Óscar Rodríguez Maradiaga, arcivescovo di Tegucigalpa, si cita una frase fuori di contesto quando diceva che sarebbe stato “pronto ad andare in prigione piuttosto che danneggiare uno dei miei preti”. “Non dobbiamo dimenticare che siamo pastori, non agenti dell’Fbi o della Cia”. Si dice anche che tra il 2003 e 2004, la diocesi del cardinale ha accolto un sacerdote accusato dalla polizia del Costarica di abusi. Come lo stesso giornalista fa capire, il cardinale non aveva conoscenza precisa delle accuse e comunque dopo pochi mesi il sacerdote è stato espulso.

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