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Ironia e autoironia, salvavita per le donne divise tra famiglia e lavoro

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Intervista a Claudia de Lillo giornalista, conduttrice radiofonica e mamma blogger più famosa d’Italia

Elastigirl alias Claudia de Lillo è una giornalista che conduce su Rai Radio 2 la trasmissione Caterpillar AM, ha un blog molto seguito (nonsolomamma), è autrice di quattro libri e tiene una rubrica su D di «Repubblica». Oltre a questi bellissimi impegni, è moglie di un marito part-time (perché lavora fuori) e mamma di tre figli, ehm… tre hobbit maschi, come scrive con ironia lei stessa. Ho avuto il piacere di intervistarla e di riflettere con lei sul ruolo delle donne che lavorano, sulla famiglia, la maternità e la paternità.

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Claudia de Lillo profilo facebook

Cara Elasti, ti va di raccontare ai nostri lettori come è nato il tuo blog?

Facevo la giornalista finanziaria quando ha deciso di aprire il blog, avevo già due figli, di tre anni e cinque mesi, e stavo rientrando a lavoro dalla seconda maternità. Mi sentivo un po’ imprigionata in questi ruoli che erano contenuti in due vasi non comunicanti, da un lato il ruolo di professionista e lavoratrice, dall’altro quello di mamma. Quando ritorni a lavoro dopo una maternità, il lavoro non prevede che tu sia cambiata perché sei diventata mamma, anzi in qualche modo devi dimostrare che nonostante i figli non è cambiato niente, che sei super focalizzata, quando in realtà il baricentro, volenti o nolenti, con i figli cambia. E poi sei mamma, nel mio caso di un bambino di cinque mesi, ancora allattavo ed ero immersa in tutto quell’accudimento che è da un lato bellissimo, dall’altro tanto alienante, e mi sentivo molto divisa. Così, era il 2006, decisi di mettermi alla prova, non mi sembrava che ci fossero tante voci che in modo onesto e “impudico” raccontassero le mamme che si ostinano a lavorare, sacrosanto diritto delle donne, e che nello stesso tempo vogliono viversi la maternità godendosela e ammettendo di essere in certi casi ambivalenti. Allora pensai di aprire un blog in rete, e di mettermi alla prova senza dire nulla a nessuno. Cominciai a raccontare la mia quotidianità affannosa e affannata, divertente ma anche piena di vuoti.

elastigirl
blog nonsolomamma

Perché hai scelto di chiamarti Elastigirl?

Appena aperta la piattaforma il sistema mi chiese di inserire un nickname, visto che si trattava di un esperimento non volevo mettere il mio nome vero, e allora mi venne in mente Elastigirl: la mamma della famiglia degli Incredibili, il film della Pixar su una famiglia di supereroi. Mio figlio mi costringeva a vederlo e rivederlo e allora scelsi istintivamente questo nome. Secondo me è anche bello e riuscito perché da’ molto l’idea di quella elasticità che è una qualità richiesta ad una mamma che non vuole perdere i pezzi ma tenere tutto insieme e quindi deve tirarsi da una parte e dall’altra.

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