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Perde il lavoro per assistere al parto della moglie. E riceve centinaia di offerte di lavoro

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L'amore per il suo terzo piccolo è stato più forte dei vincoli del contratto. Così è scattata la solidarietà

Avrebbe dovuto garantire la reperibilità per 90 giorni 24 ore su 24, ma quando a sua moglie si sono rotte le acque Lamar Austin non ha voluto abbandonarla. Le è rimasto accanto e ha assistito alla nascita di suo figlio, chiedendo due giorni di permesso dal lavoro.

Per questo è stato licenziato e dal web è partita una campagna di solidarietà per non lasciare sola questa famiglia (La Repubblica, 11 gennaio).

TUTTO IN UN GIORNO

«Ho fatto semplicemente quello che ritenevo giusto per la mia famiglia», precisa Austin, un padre come molti altri, che ha voluto semplicemente assistere di persona al parto di sua moglie.

Ha gioito e si è disperato nello stesso giorno, nello stesso giro di ore. La gioia immensa per la nascita del terzo figlio – arrivato a 30 anni – e la delusione per la vera e propria discriminazione subita nel luogo lavorativo. Il tutto è successo il primo gennaio (Huffington Post, 12 gennaio).

LA RICHIESTA DI PERMESSO

Il travaglio della moglie Lindsay è iniziato il 31 dicembre e Lamar ha deciso di accompagnarla nell’ospedale di Condor, nel New Hampshire. L’uomo, per stare accanto alla moglie, ha avuto bisogno quindi di prendersi due giorni di permesso e così ha chiesto al responsabile della Salerno Protective Services, una società di sicurezza che lo teneva sotto contratto.

90 GIORNI DI PROVA

Non essendo un dipendente stabile non poteva usufruire di alcune garanzie e quindi i datori di lavoro hanno deciso di interrompere il rapporto lavorativo ponendo fine ai 90 giorni di prova. Così, all’una di notte del primo gennaio ha ricevuto una mail in cui gli veniva comunicato l’interruzione del rapporto lavorativo (Leggo.it, 11 gennaio).

CENTINAIA DI OFFERTE

Il piccolo Calman, invece, è nato alle 7:44 di mattina. Quando la notizia del suo licenziamento ha cominciato a girare sui media, tuttavia, Lamar è stato travolto dalla solidarietà e dall’affetto di sconosciuti, che gli facevano forza, ma soprattutto da centinaia di offerte lavorative. Non sono mancate poi offerte in denaro, per coprire le spese inevitabili con l’arrivo del nuovo nato.

SEIMILA DOLLARI

In particolare, scrive ancora Huffington Post, Sara Persechino, membro dell’associazione GoFundMe – che raccoglie soldi per diverse cause – ha avviato una campagna di raccolta fondi per la famiglia Austin, mettendo da parte già 6mila dollari. «Nessuno dovrebbe essere costretto a scegliere tra famiglia e lavoro», specifica la donna. «Sono d’accordo con lei», dichiara Lamar, «e infatti rifarei tutto ciò che ho fatto in quei bellissimi giorni».

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