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Ecco la chiesa voluta dalla mistica Natuzza Evolo

©Fondazione Natuzza Evolo
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Nel suo paese, in provincia di Vibo Valentia, il luogo di culto a lei dedicato

Il 2017 sarà un anno decisamente importante per la fondazione “Cuore Immacolata di Maria – Rifugio delle anime“, tanto cara a Natuzza Evolo, che l’ha sempre considerata la sua sesta figlia.

LE OFFERTE DEI CENACOLI

Nei prossimi mesi dovrebbe, infatti, essere aperta al culto la grande chiesa, ormai praticamente completata, realizzata a Paravati di Mileto (Vibo Valentia) grazie alle generose offerte di centinaia di migliaia di fedeli sparsi in ogni parte del mondo e in particolare dalla grande opera svolta dai “Cenacoli di preghiera” da lei fondati (Gazzetta del Sud, 10 gennaio).

Tempi e modi dell’apertura al culto della grande chiesa saranno comunque stabiliti in sintonia con il vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera.Tropea monsignor Luigi Renzo al quale toccherà anche procedere alla nomina del rettore del santuario mariano.

IL TESTAMENTO

La realizzazione della chiesa, i cui lavori sono partiti alcuni anni fa, è direttamente collegata a quanto contenuto nel testamento spirituale di mamma Natuzza. «Non è una stata una mia volontà. Io sono le messaggera – ha lasciato detta la mistica – di un desiderio manifestatomi dalla Madonna nel 1944, quando mi è apparsa nella mia casa, dopo che ero andata in sposa a Pasquale Nicolace. Quando l’ho vista, le ho detto: come vi ricevo in questa casa brutta? Lei mi ha risposto: non ti preoccupare ci sarà una nuova e grande chiesa che si chiamerà “Cuore Maria Rifugio delle Anime” per alleviare le necessità di giovani, anziani e di quanti altri si troveranno in uno stato di bisogno».

©Fondazione Natuzza Evolo

LE STIMMATE

Su Mamma Natuzza – come veniva chiamata affettuosamente – nel periodo quaresimale, apparivano ferite sanguinanti per le quali non è mai stata trovata una spiegazione scientifica. E in diverse occasioni si sono registrati fenomeni di emografia e stati di trance. Fu al termine di uno di questi, nel 1944, che Natuzza rivelò di essersi sentita domandare la costruzione di «una grande casa per alleviare le necessità di giovani, anziani e di quanti si troveranno nel bisogno, con una grande chiesa che si chiamerà Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime. L’allora vescovo di Mileto Domenico Cortese, diede il via libera alla realizzazione dell’opera per la quale ora si sta ultimando il cantiere della chiesa» (Avvenire, 1 novembre 2014).

IL “MIRACOLO” DEI CENACOLI

La vita di Natuzza è stata tutta consacrata all’accoglienza e alla consolazione dei sofferenti. Diceva che per lei era una forma di dono a Dio, in aggiunta ai dolori fisici che pativa. A coloro che si rivolgevano a lei, con la grande semplicità di donna analfabeta ma dalla grande fede, raccomandava di seguire la volontà di Dio e offriva il conforto della preghiera. Tanto che su sua ispirazione è nato un grande movimento costituito dai “Cenacoli di preghiera”: partiti nel 1994, si sono diffusi in tutto il mondo e costituiscono, secondo il vescovo Renzo, la «più grande eredità di Mamma Natuzza».

“CI HA INSEGNATO A PREGARE”

Una mamma, poi, Natuzza lo era davvero. Dal suo matrimonio con Pasquale Nicolace sono nati cinque figli, che lei ha cresciuto nell’umile casa in cui lunghe file di persone venivano a trovarla e che ora raccontano: «Ci ha sempre detto che non sarebbe stata una madre solo per noi, ma ci ha donato una grande tenerezza e ci ha insegnato a pregare».

IL MANICOMIO

La posizione della Chiesa su Natuzza è cambiata nel corso degli anni. Il 18 febbraio 1940, il vescovo di Mileto Paolo Albera inviò a padre Agostino Gemelli una fitta documentazione riguardante il caso dell’allora diciassettenne Natuzza Evolo. La risposta di padre Gemelli non si fece attendere; la sua opinione fu che si trattasse di una personalità affetta da “sindrome isterica”, esortando i sacerdoti e i parrocchiani del luogo a disinteressarsi del caso al fine di «sminuire la portata e favorire anche così la guarigione della ragazza».

Da lì a poco, Natuzza venne rinchiusa per alcuni mesi in manicomio per ordine dello stesso padre Gemelli.

LA CAUSA DI BEATIFICAZIONE

La Chiesa modificò in seguito radicalmente il suo atteggiamento nei confronti della Evolo: il vescovo Renzo, dopo aver aperto l’inchiesta diocesana, ha presentato la pratica alla Congregazione delle Cause dei Santi per le fasi successive nell’iter di beatificazione (Vatican Insider, 1 novembre 2014).

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