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Il cartone che denuncia la dipendenza da smartphone

Gelsomino Del Guercio - Aleteia - pubblicato il 03/01/17

Un ragazzino che non si riconosce più in un mondo animato da "zombie" incollati allo schermo

Ha reinterpretato alcuni tra i più noti personaggi animati, da Jessica Rabbit a Garfield, e ora Steve Cuttsè autore del video animato “Are you lost in the world like me” che illustra l’omonima canzone di Moby & The Void Pacific Choir.

ESISTONO MA NON VIVONO

Il cortometraggio in animazione tradizionale è ispirato alla matita di Max Fleischer, autore di alcuni cartoon cult come Betty Boop e Braccio di Ferro. Nel video il preoccupante ritratto delle generazioni di smartphone-dipendenti che esistono ma non vivono. Con lo sguardo sempre fisso sullo schermo del cellulare dimenticano ciò e chi li circonda, perdendosi inevitabilmente.

E alla fine tutti i personaggi cadono in un burrone mentre camminano guardando il cellulare: l’unico a salvarsi è un ragazzino che ad un tratto comprende la gravità del rischio.

LA NOMOFOBIA

La nomofobia è la paura incontrollabile di uscire di casa senza telefono cellulare. Il termine è l’abbreviazione dell’espressione inglese “no-mobile-phone-phobia”, ed è stato coniato durante una ricerca commissionata dall’Azienda Postale Britannica all’istituto di ricerca YouGov per valutare l’entità dell’ansia vissuta dagli utenti di telefonia mobile (Aleteia, 24 agosto 2016).

UOMINI PEGGIO DELLE DONNE

Lo studio è stato realizzato in Spagna ed ha dimostrato che oggi molti utenti si sentono presi dall’ansia quando «perdono il loro cellulare, esauriscono la batteria o il credito residuo o non hanno copertura di rete».

In termini percentuali, le donne sono superate dagli uomini, che soffrono più stress quando si trovano con il telefono spento

Tags:
cartoni animaticellularedipendenze
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