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7 proposte per sostituire le tipiche superstizioni dell’Anno Nuovo

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Di Sebastian Campos

L’Anno Nuovo come celebrazione è una cosa strana, bella ma strana. La tenerezza e il raccoglimento per aver vissuto il Natale pochi giorni prima lasciano spazio alla creatività culinaria ed etilica, accompagnata da allegria e festeggiamenti fino a tarda notte, come se tutto ciò che si è vissuto poco prima fosse già stato archiviato e si cambiasse radicalmente tema. La festa dura letteralmente da un anno all’altro.

È bello e buono festeggiare (Gesù lo avrebbe sicuramente fatto), perché voler ricordare le cose positive, disfarsi dei momenti negativi e abbracciare la speranza di ricominciare è una cosa che cerchiamo tutti, ma succede qualcosa di strano – la gente fa cose particolari. La stampa, la televisione e Internet si riempiono di consigli sotto forma di superstizioni per iniziare l’Anno Nuovo e farlo andar bene.

La situazione è più complicata quando queste cose avvengono in casa propria e all’improvviso si vedono tutti mangiare lenticchie, usare biancheria intima di ogni colore, bere champagne con un anello nel bicchiere e così via, con una lista lunghissima e assai creativa di rituali superstiziosi che cercano la prosperità e il successo nell’anno che sta per iniziare. È difficile fermarsi di fronte alla famiglia e dire che non va bene, che stanno tutti sbagliando strada (per quanto le intenzioni possano essere positive).

Non ci soffermeremo a criticare, ma saremo brevi: noi cristiani non crediamo a superstizioni, rituali, amuleti, ecc. Ci affidiamo alla Buona Novella. Il Vangelo è denunciare ma soprattutto annunciare, e quindi più che criticare e giudicare vorremmo proporvi 7 abitudini dell’Anno Nuovo che un cattolico dovrebbe seguire:

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