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Chiesa

Papa Francesco: affetto, preghiera, pianto per i cristiani odiati nel mondo

© Giancarlo GiulianI/CPP

Radio Vaticana - pubblicato il 26/12/16

Così il Pontefice durante l'Angelus di Santo Stefano

di Roberta Gisotti

“Il martirio cristiano continua ad essere presente nella storia della Chiesa”, cosi il Papa all’Angelus, nell’odierna solennità di Santo Stefano, protomartire, vittima dell’odio verso Gesù. Francesco ha poi espresso il suo cordoglio per le vittime dell’incidente aereo in Russia.

“Da Stefano fino ai nostri giorni”, il rifiuto, la persecuzione, il martirio dei cristiani – ha ricordato Francesco – erano stato preannunciati da Gesù ai discepoli  ‘Sarete odiati da tutti a causa del mio nome’.

“Il mondo odia i cristiani per la stessa ragione per cui ha odiato Gesù, perché Lui ha portato la luce di Dio e il mondo preferisce le tenebre per nascondere le sue opere malvage.

“C’è opposizione tra la mentalità del Vangelo e quella mondana”.

Seguire Gesù vuol dire seguire la sua luce, che si è accesa nella notte di Betlemme, e abbandonare le tenebre del mondo”.

“Il protomartire Stefano” “venne infatti lapidato perché confesso la sua fede in Gesù Cristo”

“Scegliendo la verità, egli è diventato nello stesso tempo vittima del mistero dell’iniquità presente nel mondo. Ma in Cristo Stefano ha vinto!”.

“Anche oggi la Chiesa” – ha sottolineato il Papa –  “sperimenta in diversi luoghi dure persecuzioni, fino alla suprema prova del martirio”. “Quanti nostri fratelli e sorelle nella fede subiscono soprusi, violenze e sono odiati a causa di Gesù!

I martiri di oggi sono in numero maggiore rispetto a quelli dei primi secoli. Quando noi leggiamo la Storia dei primi secoli, qui, a Roma, leggiamo tanta crudeltà con i cristiani; io vi dico: la stessa crudeltà c’è oggi, e in numero maggiore, con i cristiani.

Quindi la speciale dedica del Papa:

“Oggi vogliamo pensare a loro, che soffrono persecuzioni ed essere vicini a loro con il nostro affetto, la nostra preghiera e anche il nostro pianto”.

Ha ricordato Francesco i cristiani perseguitati nell’Iraq che hanno celebrato il Natale nella loro cattedrale distrutta: “esempio di fedeltà al Vangelo”.

Nonostante “prove” e “pericoli”, “testimoniano con coraggio la loro appartenenza a Cristo…”

“….e vivono il Vangelo impegnandosi a favore degli ultimi, dei più trascurati, facendo del bene a tutti senza distinzione; testimoniano così la carità nella verità.”

Da qui l’invito di Francesco a tutti i fedeli a rinnovare “la gioiosa e  coraggiosa volontà” di seguire Gesù “come unica guida”

“…perseverando nel vivere secondo la mentalità evangelica e rifiutando la mentalità dei dominatori di questo mondo”.

Dopo la preghiera mariana il Papa ha espresso il suo cordoglio per le vittime dell’aereo russo precipitato ieri nel Mar Nero.

“Il Signore consoli il caro popolo russo e i familiari dei passeggeri che erano a bordo: giornalisti, equipaggio e l’eccellente coro e orchestra delle Forze armate”

Coro che si era esibito in Vaticano nel 2004 per il 26.mo di pontificato di san Giovanni Paolo II.

Francesco ha infine ringraziato per i tanti messaggi augurali ricevuti da tutto il mondo.

“Non essendomi possibile rispondere a ciascuno, esprimo oggi a tutti il mio sentito ringraziamento, specialmente per il dono della preghiera. Grazie di cuore! Il Signore vi ricompensi con la sua generosità!”

QUI L’ARTICOLO ORIGINALE

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