Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
lunedì 25 Ottobre |
Santi Luciano e Marciano
Aleteia logo
home iconChiesa
line break icon

Il Papa: i bambini in un barcone o sotto le bombe ci interpellano

AFP PHOTO / FILIPPO MONTEFORTE

Pope Francis holds the unveiled baby Jesus during a Christmas Eve mass at St Peter's Basilica to mark the nativity of Jesus Christ, on December 24, 2013 at the Vatican. AFP PHOTO / FILIPPO MONTEFORTE

Iacopo Scaramuzzi - Vatican Insider - pubblicato il 24/12/16

Messa del Pontefice a San Pietro nella notte di Natale: lasciamoci interpellare dal Bambino nella mangiatoia ma anche dai piccoli che oggi giacciono nelle squallide «mangiatoie di dignità»

«Lasciamoci interpellare dal Bambino nella mangiatoia, ma lasciamoci interpellare anche dai bambini che, oggi, non sono adagiati in una culla e accarezzati dall’affetto di una madre e di un padre, ma giacciono nelle squallide “mangiatoie di dignità”: nel rifugio sotterraneo per scampare ai bombardamenti, sul marciapiede di una grande città, sul fondo di un barcone sovraccarico di migranti». Lo ha detto il Papa nella messa a San Pietro per la notte di Natale. «Lasciamoci interpellare dai bambini che non vengono lasciati nascere, da quelli che piangono perché nessuno sazia la loro fame, da quelli che non tengono in mano giocattoli, ma armi».

Ai tempi di Gesù come oggi, «se vogliamo festeggiare il vero Natale», ha detto Papa Francesco, «contempliamo questo segno: la semplicità fragile di un piccolo neonato, la mitezza del suo essere adagiato, il tenero affetto delle fasce che lo avvolgono. Lì sta Dio. Con questo segno il Vangelo ci svela un paradosso: parla dell’imperatore, del governatore, dei grandi di quel tempo, ma Dio non si fa presente lì; non appare nella sala nobile di un palazzo regale, ma nella povertà di una stalla; non nei fasti dell’apparenza, ma nella semplicità della vita; non nel potere, ma in una piccolezza che sorprende. E per incontrarlo bisogna andare lì, dove Egli sta: occorre chinarsi, abbassarsi, farsi piccoli».

«Il Bambino che nasce ci interpella», ha proseguito il Pontefice argentino: «Ci chiama a lasciare le illusioni dell’effimero per andare all’essenziale, a rinunciare alle nostre insaziabili pretese, ad abbandonare l’insoddisfazione perenne e la tristezza per qualche cosa che sempre ci mancherà. Ci farà bene lasciare queste cose per ritrovare nella semplicità di Dio-bambino la pace, la gioia, il senso della vita. Lasciamoci interpellare dal Bambino nella mangiatoia, ma – ha proseguito Jorge Mario Bergoglio – lasciamoci interpellare anche dai bambini che, oggi, non sono adagiati in una culla e accarezzati dall’affetto di una madre e di un padre, ma giacciono nelle squallide “mangiatoie di dignità”: nel rifugio sotterraneo per scampare ai bombardamenti, sul marciapiede di una grande città, sul fondo di un barcone sovraccarico di migranti. Lasciamoci interpellare dai bambini che non vengono lasciati nascere, da quelli che piangono perché nessuno sazia la loro fame, da quelli che non tengono in mano giocattoli, ma armi».

Il mistero del Natale è «un mistero di speranza e di tristezza», ha sottolineato il Papa: «Porta con sé un sapore di tristezza, in quanto l’amore non è accolto, la vita viene scartata. Così accadde a Giuseppe e Maria, che trovarono le porte chiuse e posero Gesù in una mangiatoia, “perché per loro non c’era posto nell’alloggio”. Gesù nacque rifiutato da alcuni e nell’indifferenza dei più. Anche oggi – ha rimarcato Francesco – ci può essere la stessa indifferenza, quando Natale diventa una festa dove i protagonisti siamo noi, anziché lui; quando le luci del commercio gettano nell’ombra la luce di Dio; quando ci affanniamo per i regali e restiamo insensibili a chi è emarginato».

Francesco ha aggiunto a braccio: «Questa mondanità ha preso in ostaggio il Natale. Bisogna liberarlo». «Ma il Natale ha soprattutto un sapore di speranza – ha proseguito il Papa tornando a leggere il discorso preparato  – perché, nonostante le nostre tenebre, la luce di Dio risplende. La sua luce gentile non fa paura; Dio, innamorato di noi, ci attira con la sua tenerezza, nascendo povero e fragile in mezzo a noi, come uno di noi. Nasce a Betlemme, che significa “casa del pane”. Sembra così volerci dire che nasce come pane per noi; viene alla vita per darci la sua vita; viene nel nostro mondo per portarci il suo amore. Non viene a divorare e a comandare, ma a nutrire e servire».

Per il Papa, «c’è un filo diretto che collega la mangiatoia e la croce, dove Gesù sarà pane spezzato: è il filo diretto dell’amore che si dona e ci salva, che dà luce alla nostra vita, pace ai nostri cuori. L’hanno capito, in quella notte, i pastori, che erano tra gli emarginati di allora». Anche noi, ha detto ancora Francesco –  «lasciamoci interpellare e convocare stanotte da Gesù, andiamo a Lui con fiducia, a partire da quello in cui ci sentiamo emarginati, a partire dai nostri limiti. Lasciamoci toccare dalla tenerezza che salva. Avviciniamoci a Dio che si fa vicino, fermiamoci a guardare il presepe, immaginiamo la nascita di Gesù: la luce e la pace, la somma povertà e il rifiuto. Entriamo nel vero Natale con i pastori, portiamo a Gesù quello che siamo, le nostre emarginazioni, le nostre ferite non guarite. Così, in Gesù, assaporeremo lo spirito vero del Natale: la bellezza di essere amati da Dio. Con Maria e Giuseppe stiamo davanti alla mangiatoia, a Gesù che nasce come pane per la mia vita. Contemplando il suo amore umile e infinito – ha concluso il Papa – diciamogli grazie: grazie, perché hai fatto tutto questo per me».

Tags:
papa francescovigilia di natale
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
1
MARCELLO BELLETTI
Annalisa Teggi
Un padre, una madre e 7 figli. Non è follia ma sovrabbondanza
2
VENERABLE SANDRA SABATTINI
Gelsomino Del Guercio
Sandra Sabattini beata il 24 ottobre. Lo ha deciso Papa Francesco...
3
POPE JOHN PAUL II
Philip Kosloski
I consigli di san Giovanni Paolo II per pregare
4
medjugorje
Gelsomino Del Guercio
Cosa sono i “segreti” di Medjugorje? Che messaggi nascondono?
5
Gelsomino Del Guercio
Ecco dove si trovano tombe e reliquie dei 12 apostoli (FOTO)
6
POPE JOHN PAUL II
Paola Belletti
Wojtyla affrontò il problema della frigidità sessuale femminile
7
ANGELICA ABATE
Annalisa Teggi
Quando il miracolo non è la guarigione ma una voce innamorata del...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni