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La Chanukkah ebraica spiegata ai cristiani

Daniel R. Esparza - pubblicato il 23/12/16

Quest'anno Chanukkah e Natale cadono nello stesso giorno, ma in cosa consiste questa festa?

Chanukkah, la “festa delle luci”, significa letteralmente “dedicazione”: si tratta della festa che ricorda la dedicazione del Tempio a Gerusalemme.

Nel II secolo a.C., la Terra Santa era governata dai seleucidi (greco-siriani), che cercarono di costringere gli israeliti ad adottare completamente non solo la cultura greca, ma anche le sue convinzioni religiose. Erano i tempi in cui il re siriano Antioco III aveva vinto il re egizio Tolomeo, strappandogli così il possesso della terra di Israele e annettendola all’impero seleucide.

L’impero seleucide, dal canto suo, era colpito anche dall’Impero romano, soprattutto a livello economico, per via delle forti tasse che dovevano pagare i sudditi di Antioco. Quando questi morì, suo figlio, Seleuco IV, ereditò non solo l’impero, ma anche i debiti contratti con i romani.

Seleuco non trovò altra via d’uscita se non quella di imporre tasse ancor più gravose ai suoi sudditi. Tra questi, ovviamente, gli ebrei. Seleuco cercò anche di impossessarsi del denaro delle imposte pagate al Tempio, ma senza successo.

Se Seleuco era avido rispetto al fratello Antioco IV, non era se non un semplice reggente, più o meno oppressivo. Antioco IV era noto come “il pazzo” (Epimanes). Deciso a unificare il suo impero con un’unica cultura e un’unica religione, si scatenò contro il Tempio di Gerusalemme, sostituendone le autorità.

Anche se Antioco stava vincendo apertamente una guerra contro l’Egitto, Roma gli ordinò di fermarsi, e dovette farlo. Nel frattempo a Gerusalemme correva la voce che avesse subito un incidente, e la gente ne approfittò per ribellarsi contro la nuova autorità del Tempio, che fuggì dalla città.

La cosa che poteva piacere meno ad Antioco (come a qualsiasi governante totalitario) era una rivolta contro di lui. Tornando a Gerusalemme, furioso per l’ingerenza romana nelle sue questioni e venendo a sapere della rivolta, ordinò che il suo esercito si scatenasse contro gli ebrei.

A migliaia vennero assassinati, e ogni costume e culto ebraico venne proibito tassativamente, sotto minaccia della pena di morte. I rotoli della Torah vennero confiscati e bruciati. Antioco e il suo esercito andarono in ogni villaggio costringendo gli abitanti a rendere culto agli dei greci.

Gli ebrei, guidati da Giuda “il maccabeo”, alla fine sconfissero le forze di Antioco e liberarono Gerusalemme, purificando il Tempio.

Qui inizia la storia della “festa delle luci”. Quando i Maccabei iniziarono la purificazione del Tempio, si resero conto che solo una piccola anfora d’olio non era stata contaminata. L’olio contenuto sarebbe bastato solo per un giorno.

Dopo aver costruito una menorah (candelabro) per sostituire quella che i seleucidi avevano sottratto al Tempio, la accesero, e miracolosamente l’olio bastò non solo per quel giorno, ma per ben otto giorni, quando era ormai disponibile altro olio purificato.

Così è nato il costume principale della festività, che è quello di accendere progressivamente un candelabro a otto braccia (più uno addizionale, un braccio “pilota”), chiamato “Menorah di Chanukkah”.

Quest’anno Chanukkah e Natale cadono nello stesso giorno, ma Chanukkah non è affatto “il Natale ebraico”. La storia, come abbiamo detto – per chi voglia leggerla nel dettaglio –, è raccontata nella Bibbia, nel primo Libro dei Maccabei.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

Tags:
dialogo ebraico cristianoebraismo
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