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L’uomo che decideva rinunciando per amore

padre Carlos Padilla - pubblicato il 20/12/16

In sogno Dio gli mostra un altro cammino inaspettato. Qualcosa di totalmente nuovo, che non conosceva. Dio gli parla nel cuore e resta al suo fianco. Gli comunica una verità che solo Maria conosceva.

Già prima lui aveva agito correttamente e aveva deciso di fare ciò che era giusto. Ora quella decisione non ha senso. Prima di sapere la verità aveva proceduto per amore. Ora che sa tutta la verità agisce mosso da un amore molto profondo e vero.

Il sogno cambia tutto. Maria non è colpevole. Maria è innocente, è pura, è di Dio… L’angelo conferma nel suo cuore quello che lui già sapeva. Di questo sono certo. Giuseppe amava tanto Maria… Credeva tanto in Lei da non poter dubitare della sua verità.

Ma non comprendeva nulla. Per questo ora l’angelo porta luce alla sua anima e conferma il suo desiderio più profondo. Maria è di Dio, appartiene completamente a Dio.

Sicuramente Giuseppe non capisce del tutto. Non sa bene dove si trovi lui stesso.

Non comprende quello che sta accadendo. È una cosa troppo grande. Ma si fida e rischia. Non riesce a capire tutto, ma è in grado di prendere una decisione ancora più audace della prima. Decide di prendere Maria a casa sua. Pronuncia il suo “Sì”davanti a Dio e si mette in cammino.

Giuseppe è un uomo di silenzi. Un uomo che parla più con i fatti che con le parole. Il suo “Sì” sono gesti concreti: “Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa”.

Obbedisce all’istante senza dubitare della parola di Dio. Si fida fino all’estremo. È il Dio che si abbassa per camminare con me. È quel Dio con noi. Quel Dio che decide con me. Mi ascolta. Io lo ascolto. Questo è il cammino umano che penso valga la pena di compiere.

Dio è già qui, al mio fianco, nel mio cuore, nel mio cammino. L’angelo parla a Giuseppe da parte di Dio. Ora ha già il cuore aperto per ascoltarlo. La decisione che aveva preso gli ha aperto il cuore e gli orecchi. E Dio allora lo calma, come fa sempre. Gli dice di non temere.

Lo ha detto anche a Maria. È questo che Dio mi dice ogni volta che viene da me e mi vede turbato. Mi dice di non temere perché è con me. Non mi lascerà mai. Mi abbraccia.

È quello che fa con Giuseppe. Gli toglie le paure. Lo esorta ad accogliere Maria e a prendersi cura di lei. Da quel momento la proteggerà non solo con i suoi silenzi, ma con il suo camminare al suo fianco ogni giorno, prendendosi insieme cura di Gesù.

Dio dà a Giuseppe la missione di dare il nome a Gesù. Gli sta dicendo che sarà il suo padre umano. Che sarà molto importante nella vita di Gesù e di Maria. Che sarà il loro custode fedele fino alla fine. Un padre necessario. Sarà una cosa sola con Maria. Sarà padre di Gesù. Sposo della Vergine.

Giuseppe tace, guarda, aspetta, non parla. Non fa domande come Maria. Non pronuncia il suo “Sì” con voce udibile. Obbedisce e basta. È l’unica cosa che ci dice Matteo. Fa quello che gli hanno detto di fare.

Maria dice: “Si compia in me la tua parola”. Si faccia come Dio le ha detto. Ma Giuseppe agisce. Fa quello che gli è stato chiesto. Lo rende carne. In silenzio. Non ha bisogno di altro. Compie fino al giorno della sua morte la missione di accogliere, custodire e amare Maria e Gesù.

Quanto si è fidato Dio di Giuseppe, di un uomo piccolo e fragile! Quanto si è fidato Giuseppe di Dio, nella sua impotenza, nel suo amore!

Vorrei decidere sempre come ha fatto Giuseppe. Senza pensare a me. Guardando il mio cuore. Guardando quello che mi grida l’anima nonostante le cose sembrino diverse. Guardando sempre il bene di quelli che amo e non tanto il mio.

Come prendo le mie decisioni? Decido pregando, lasciando che esca tutto quello che è in me? Dio è sempre più generoso. Risponde sempre alle mie suppliche. Non mi lascia mai solo.

Ma è vero che a volte devo compiere passi nella notte come li ha compiuti Giuseppe. Dio gli ha parlato di qualcosa che non rientrava nei suoi schemi, nella sua logica. Gli ha aperto il cuore a un cammino nuovo. E Giuseppe ha creduto, come Maria. Come un bambino fiducioso.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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avventopaternitàsan giuseppe
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