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Musei Vaticani, il 21 dicembre si inaugura il Braccio Nuovo

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Dopo un importante intervento conservativo, riapre al pubblico il Braccio Nuovo dei Musei Vaticani: la galleria realizzata tra il 1816 e il 1822 per volere di Papa Pio VII Chiaramonti al fine di ospitare la magnifica raccolta pontificia di sculture classiche. L’imponente restauro, particolarmente complesso e corale per le diverse professionalità coinvolte, ha riguardato sia la struttura architettonica che le circa 140 sculture esposte. L’inaugurazione è stata fissata il 21 dicembre  

I lavori – resi possibili grazie ai fondi stanziati dal Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e alla generosità dei Patrons of the Arts in the Vatican Museums – sono stati diretti dal Reparto Antichità Greche e Romane e da quello per l’Arte dei secoli XIX – XX dei Musei Vaticani, con la collaborazione dei Servizi Tecnici. La visita al Braccio Nuovo rientra nel consueto percorso espositivo dei Musei ed è inclusa nel biglietto d’ingresso. 

«Un risultato di cui sono particolarmente orgoglioso è questo che inauguro al termine del mio mandato vaticano». Così Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani, in un articolo pubblicato sull’Osservatore Romano. «Lo considero – scrive – una specie di premio al mio novennale servizio vaticano, oltre che un segno di amicizia e di stima che mi ha fatto felice». 

«Un intervento plurale – spiega Paolucci -, delicato e complesso come pochi altri, durato complessivamente sette anni: circa centoquaranta sculture di medie e grandi dimensioni movimentate, pulite, restaurate, parecchie centinaia di metri quadrati di superfici dipinte e di stucchi restituite alla cromia originaria. Per non dire degli interventi sui mosaici pavimentali, a cura del Laboratorio restauro mosaici coordinato da Roberto Cassio. Per non dire dell’importante lavoro di revisione delle coperture, sistemazione dei lucernari, rinnovamento degli impianti elettrici realizzato dai colleghi dei Servizi tecnici del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano guidati dall’amico don Rafael García de la Serrana Villalobos». 

«Con l’addizione architettonica conosciuta come Braccio nuovo – scriveva sempre Paolucci in un saggio di qualche anno fa – la museografia moderna entra in Vaticano e ci entra con un capolavoro assoluto. Perché il Braccio nuovo è l’idea stessa di museo agli albori della modernità». 

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