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Egitto, l’imam di Al-Azhar al patriarca copto: mani straniere dietro il terrorismo

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Lo Sheikh Ahmed al Tayyib, grande imam di al Azhar, ha guidato la delegazione di alto livello del grande centro teologico sunnita che ieri si è recata in visita alla sede del patriarcato copto ortodosso per portare le proprie condoglianze al patriarca Tawadros II e a tutta la Chiesa copta, dopo la strage compiuta domenica scorsa nella cappella di Boutroseya, annessa alla cattedrale copta di San Marco, che ha provocato la morte di almeno 26 persone. Lo riferisce l’agenzia vaticana Fides. 

Il bersaglio degli attacchi terroristici, che «non fanno distinzione tra cristiani e musulmani» – ha rimarcato il leader sunnita – è «l’unità del popolo egiziano», mentre le agenzie del terrore che insanguinano l’Egitto hanno le loro basi «all’estero» e il loro delirante disegno finisce per travolgere anche quelli – forze e gruppi di potere – che all’inizio avevano garantito loro coperture e complicità. Il patriarca Tawadros, dal canto suo, ha fatto riferimento ai 14 secoli di convivenza tra cristiani e musulmani vissuti in Egitto, una lunga storia che li aiuta anche ad affrontare insieme le prove e le tribolazioni da sopportare per costruire la Patria comune. 

Intanto sono stati diffusi via internet messaggi dell’autoproclamato Stato islamico (Daesh) che rivendicano la strage dei copti, esaltando il kamikaze Abu Abdullah per essersi fatto esplodere «tra i crociati, causando 80 tra morti e feriti’». Per internet è stata diffusa anche la foto dell’attentatore con mitra, tuta mimetica e l’indice rivolto verso il cielo. 

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