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10 consigli per affrontare una gravidanza inattesa

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Catholic Link - pubblicato il 09/12/16

8. Ricorri ad un buon psicologo

©adobestock.com

Questa scelta è opzionale. Alcune donne possono fare affidamento sul sostegno di tutte le persone attorno a loro, ma in altre situazioni potrebbero insorgere degli ostacoli. Ecco perché suggerisco alle donne in gravidanza di ricorrere ad uno psicologo (possibilmente un professionista che condivida i tuoi ideali cristiani) che le possa aiutare ad alleggerire in qualche modo il peso emotivo che stanno portando. La gravidanza è inoltre una fase contraddistinta da cambiamenti ormonali che, aggiunti a tutto il resto – ad esempio ristrettezze economiche, perdita del lavoro o solitudine – possono portare ad una forma depressiva. Questo non fa bene né alla madre né al bambino; cercare dunque il punto di vista di una persona che non ti giudichi potrebbe farti vedere le cose da un’altra prospettiva.

9. Pensa positivo

positivo

Sebbene all’orizzonte vi siano tantissime incertezze, non smettere di pensare a quanto possa meraviglioso essere una madre, al miracolo che sta accadendo nel tuo ventre, a quanto tu sia fortunata ad essere stata scelta come madre. È importantissimo, per il bambino in arrivo. Ti amerà incondizionatamente, ti riempirà i giorni di allegria, ti regalerà continuamente dei sorrisi, ti farà compiere cose che non avresti mai ritenuto possibili, ti farà diventare un essere umano migliore, ti racconterà le migliori storie, ti bacerà e abbraccerà a prescindere dal luogo e dall’ora in cui vi troviate. Questi nove mesi di gravidanza diventeranno l’attesa migliore nel momento in cui vedrai per la prima volta i suoi occhi, il suo volto, in cui toccherai le sue manine o quando ti dirà “mamma” per la prima volta.


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10. Ricorda che un aborto non si dimentica mai

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Quando prendiamo decisioni durante dei momenti di crisi, non consideriamo quasi mai le conseguenze che verranno. La donna che abortisce non pensa a come si sentirà qualche anno dopo, o a volte qualche mese dopo. Non immagina che dopo essersi “sbarazzata del problema” arriverà il dolore, il vuoto, la colpa, il pentimento, l’angoscia e un turbine di sentimenti che forse si mettono a tacere riempendo di attività la proprie giornate, ma che torneranno come una pugnalata quando meno le si aspetta. Come quando, ad esempio, in famiglia o sul posto di lavoro si tocca l’argomento della genitorialità, quando si scopre che qualcuna sta aspettando un bambino, quando camminando per un parco verrà da pensare con quali giochi si sarebbe potuto divertire il bambino che non poté nascere, quale sarebbe stata la sua data di nascita, quale la sua età o persino il suo nome. Anche se le donne che abortiscono provano ad andare avanti come se non fosse accaduto nulla, in realtà non dimenticheranno il giorno in cui presero la decisione di abortire.


La nascita di un bambino è forse il miracolo più grande che possa avvenire nella vita di una donna o di una coppia. Se conosci qualcuna che stia pensando di abortire, parla con lei, ascoltala, non giudicarla e accoglila con lo stesso amore con cui Maria accolse Gesù nel suo ventre.

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Valerio Evangelista]

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Tags:
abortoadozionegravidanzamaternitàvita
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