Aleteia

Perché un sacerdote cattolico e un attore di Hollywood fanno un ritiro religioso insieme?

Condividi
Commenta

Padre James Martin parla ad Aleteia di come ha guidato Andrew Garfield negli Esercizi Spirituali ignaziani

Gli attori Adam Driver e Andrew Garfield hanno compiuto un ritiro per prepararsi al film di Martin Scorsese Silence, che si concentra sugli sforzi dei missionari gesuiti nel Giappone del XVII secolo. Scorsese voleva aggiungere autenticità al film facendo sì che gli attori si preparassero spiritualmente al ruolo che dovevano interpretare.

Il regista ha fatto ricorso a padre James Martin, S.J., editor-at-large della rivista America, per aiutare gli attori a immergersi nella spiritualità gesuita. In particolare, padre Martin ha guidato Andrew Garfield negli Esercizi Spirituali di Sant’Ignazio di Loyola in un processo chiamato “Esercizi nella Vita Quotidiana”, svoltosi in un periodo di sei mesi. Garfield ha preso molto seriamente la preparazione, e nutriva un desiderio autentico di sapere di più di queste lezioni spirituali che hanno cambiato la vita di tante persone nel corso dei secoli.

Alla fine del ritiro l’attore ha ammesso di essere rimasto “molto coinvolto dalla spiritualità gesuita”, al punto che fermava le riprese e proponeva dei suggerimenti, dicendo: “Un gesuita non direbbe questo”.

Per capire meglio cos’ha vissuto Garfield, Aleteia ha chiesto a padre Martin di condividere alcuni dettagli di questo processo e di spiegare in che modo Sant’Ignazio è ancora oggi una figura attuale.

Cosa riguardano gli “Esercizi nella Vita Quotidiana”, e su cosa si basano?

Gli “Esercizi nella Vita Quotidiana” sono un modo di svolgere gli Esercizi Spirituali di Sant’Ignazio di Loyola. In sostanza, ci sono due modi principali di realizzare questi Esercizi. Quello più noto è il ritiro di 30 giorni, in genere in una casa per ritiri, in cui si prega varie volte al giorno, generalmente una meditazione alla volta. L’altro modo, per le persone che non possono permettersi un ritiro di 30 giorni, è quello definito appunto “Esercizi nella Vita Quotidiana” o “Ritiro della 19ma Annotazione”, dal nome di un’importante Annotazione scritta da Ignazio negli Esercizi originali. Gli “Esercizi nella Vita Quotidiana” durano in genere da vari mesi a un anno. Piuttosto che avere varie meditazioni ogni giorno, come nel ritiro di 30 giorni, chi compie il ritiro ne ha varie ogni settimana. Fondamentalmente è quindi una versione allungata. Ignazio sapeva che non tutti potevano seguire un ritiro di un mese, e quindi ha incluso anche questa variante negli Esercizi. Come nel ritiro di 30 giorni, si incontra regolarmente un direttore, in genere una volta a settimana (anziché una volta al giorno). Nel caso di Andrew ci siamo incontrati regolarmente, e quando a un certo punto ha svolto parte degli Esercizi in una casa per ritiri in Galles abbiamo svolto le nostre sessioni di direzione via Skype.

LEGGI ANCHE: Così papa Francesco sta insegnando gli Esercizi spirituali a tutta la Chiesa

Questo processo è diverso dal ritiro “predicato” tradizionale noto a molti?

Gli Esercizi, in generale, non vengono predicati, anche se a volte nel passato lo sono stati. I ritiri predicati sono caratterizzati più che altro da “presentazioni”. In genere non c’è niente di questo negli Esercizi attuali. Il direttore dà alla persona che segue il ritiro le meditazioni – principalmente passi del Vangelo che guidano la persona nella vita di Cristo, dall’Annunciazione alla Resurrezione, insieme ad altre meditazioni – e poi i due discutono cosa è avvenuto nella preghiera della persona. Non c’è quindi molta predicazione.

Qual è la parte più esigente del ritiro?

Dipende dalla persona. Ci sono quattro parti degli Esercizi, in genere chiamate “Settimane”, anche se negli “Esercizi nella Vita Quotidiana” una “Settimana” può durare qualche settimana o perfino qualche mese. La Prima Settimana si concentra sui talenti e sulla peccaminosità di una persona, il che la porta ad essere consapevole di essere un “peccatore amato”. La gratitudine per questo fatto porta inevitabilmente e naturalmente alla Seconda Settimana, concentrata sulla vita e sul ministero pubblico di Gesù, ovvero per gratitudine per il fatto di essere stato chiamati pur se nel proprio stato di peccato si vuole rispondere e seguire Cristo. La Terza Settimana riguarda la Passione e la Morte di Gesù, la Quarta la Resurrezione. In base alla mia esperienza, la maggior parte delle persone trova la Terza e la Quarta Settimana le più difficili. La Passione è particolarmente dura per la maggior parte della gente.

Sembra un’esperienza profonda per qualsiasi cristiano vi partecipi. È possibile che anche i non cristiani prendano parte al ritiro?

In genere no, ma nel caso di Andrew era molto chiaro che era parecchio interessato a entrare nella dinamica degli Esercizi Spirituali.

Perché pensa che Sant’Ignazio sia rilevante ancora oggi, centinaia di anni dopo la sua morte?

Perché la via di Ignazio verso Dio, e il suo modo di trovare Dio in tutte le cose, è universale. Il grande dono di Ignazio al mondo sono stati gli Esercizi Spirituali, e come possiamo constatare in moltissime persone gli Esercizi sono un modo affascinante per incontrare Gesù. Ignazio era anche un genio della natura umana, quindi conosceva sia Dio che la natura umana. Come risultato, gli Esercizi sono ancora incredibilmente rilevanti e accessibili.

Quali libri o quali risorse raccomanderebbe a chi è interessato a conoscere maggiormente Sant’Ignazio e gli Esercizi Spirituali?

Si potrebbe provare il mio libro The Jesuit Guide, così come i testi sulla 19ma Annotazione, come The Ignatian Adventure di Kevin O’Brien. Una buona analisi degli Esercizi è Letting God Come Close di William Barry. Per una buona storia di Sant’Ignazio e della Compagnia di Gesù non si può trovare fonte migliore di The First Jesuits di John O’Malley. Alla fine di The Jesuit Guide si trova una lista di suggerimenti più completa.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

Condividi
Commenta
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni