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Il grido inascoltato dei disabili in Bolivia ha raggiunto il cuore di quest’uomo. Che ha reagito in modo brillante

Cecilia - pubblicato il 07/12/16

Il cantautore cattolico Fabián Aguirre ha fatto ciò che sa fare meglio

In Bolivia la situazione si era fatta terribile: le persone con disabilità avevano lanciato numerosi appelli al governo per chiedere maggiore assistenza, ma fu come parlare ad un muro. Decisero dunque di unirsi e raggiungere i luoghi di comando augurandosi di riuscire a far sentire la propria voce.

In circa 150 – insieme ad altre persone sensibili alla causa – sono partiti alla volta della Capitale, molti di loro con le proprie stampelle o sedie a rotelle. Un viaggio lungo 386 km che ha impiegato più di un mese, lungo il quale diversi manifestanti hanno avuto l’esigenza di essere ricoverati.

Arrivati lo scorso aprile, si sono accampati in Plaza de San Francisco, venendo cacciati poco dopo. Il gruppo è stato per diversi mesi in Plaza Murillo, non riuscendo però ad ottenere un incontro col presidente, né vedendo presa in considerazione alcuna delle proprie richieste.

Un uomo

Fabián Aguirre, un missionario della Madonna Pellegrina di La Paz, non voleva starsene a guardare con le mani in mano – in quest’Anno della Misericordia – soprattutto considerando la grave situazione dei bambini coinvolti: essere disabili in Bolivia significa avere pochissime possibilità di ottenere persino un’istruzione elementare.

Aquirre, cantante e cantautore, decise dunque di mettere a disposizione il talento musicale che Dio gli ha dato, compiendo una piccola opera di misericordia verso questi bambini. Per raggiungere il suo scopo ha chiamato a sé alcuni musicisti ed artisti, che hanno generosamente offerto il proprio tempo e il proprio talento. Gli sforzi di Aguirre sono stati inoltre riconosciuti ed approvati anche dalla Conferenza Episcopale Boliviana.

Il “Progetto Misericordia”

Da questa collaborazione è nato il Progetto Misericordia (Proyecto de Misericordia), un album di sette canzoni che unisce i ritmi pop e rock della Bolivia alla tradizionale ispirazione cattolica. Tutti i proventi dell’album saranno destinati ai bambini con disabilità assistiti dal centro St. Martin de Porres, in Bolivia.

L’album comprende due canzoni inedite incentrate sulla misericordia di Dio, una poesia eucaristica e diverse preghiere portate in musica (Anima Christi, la Coroncina della Divina Misericordia e il Gloria al Padre). L’immagine dell’album è stata realizzata dal pittore espressionista Stephen B. Whatley, inglese e di fede cattolica, insieme alla pittrice italo-boliviana Ana María Dalenz.

“Arriva alle tasche”

Aguirre ha ricordato a Cecilia le parole dette da papa Francesco in merito a questo Anno Santo: “Se il Giubileo non arriva alle tasche non è un vero Giubileo!”

“Mi ha fatto pensare”, ha continuato il missionario boliviano, “al fatto che, come cristiani, la nostra sfida negli anni a venire sarà condividere le nostre risorse e i nostri mezzi con chi è più bisognoso. Realizzare questo progetto mi ha insegnato a vivere mostrando maggiore misericordia al prossimo, nella speranza che anche gli altri facciano la stessa cosa. Soprattutto adesso che ci avviciniamo a Natale. Vogliamo condividere queste festività con coloro che hanno maggior bisogno della nostra solidarietà”.

Su iTunes e Spotify potete vedere in anteprima l’album ed acquistarne una copia (vi ricordiamo che tutti i proventi saranno destinati ai bambini boliviani affetti da disabilità).

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Libby Reichert

Tags:
anno della misericordiaboliviaCeciliamusica cattolica
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