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3 testimonianze che vi raccontano la vita dei cattolici a Cuba

YAMIL LAGE / AFP
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C'è la storia delle tredici donne che realizzano un milione di ostie per tutte le chiese dell'isola

La vita della Cuba cattolica. Nell’isola orfana di Fidel Castro, non c’è mai stata vita facile per chi manifestava il credo cristiano. Ma l’avvento di Papa Francesco ha stemperato i rapporti tra il Vaticano e il líder maximo, con la decisiva mediazione nei rapporti tra Cuba e gli Usa. E da un’isola in cui oggi la Chiesa si sta ritagliando un ruolo decisivo nella società, vi raccontiamo tre storie di successo per il mondo cattolico.

IL LABORATORIO DI OSTIE

La prima viene dalla Capitale. Nascoste nel cuore dell’Avana, ogni giorno, impastano acqua e farina. Tredici donne, con età e storie differenti, si riuniscono puntuali nella cucina del convento di clausura di San José e Santa Teresa. Dal loro lavoro invisibile, nasce il milione di ostie che, la domenica, viene consacrato nelle trenta parrocchie di Cuba. Il documentarista David Moncasi ­– aiutato dalla moglie e collega, Ana Barcos ­– ha deciso di raccontare l’ultimo, intenso anno dell’isola attraverso il viaggio che le particole compiono dalle mani delle carmelitane scalze agli altari (Avvenire, 5 dicembre).

QUATTRO ANNI PER UN PERMESSO

Una storia, in cui Moncasi si è imbattuto quasi per caso, durante un soggiorno all’Avana del 2010. Ci ha messo oltre quattro anni per ottenere il permesso delle religiose. Quando quest’ultimo è arrivato, ha messo mano ai risparmi e si è recato a Cuba con la consorte e il figlio di due anni per procedere alle riprese. Il risultato è un filmato intenso. In cui i racconti delle suore si fondono con quelli di coloro che distribuiscono le ostie per la Messa.

CINQUANTACINQUE ANNI DOPO

Un’altra storia è quella iniziata due anni fa a Sandino. Nel 2014, cinquantacinque anni dopo la rivoluzione castrista del 1959, si costruisce una chiesa cattolica a Cuba, la prima. Il municipio di Sandino, nella provincia di Pinar del Rio, è stato scelto come luogo di edificazione. L’Osservatore romano (11 luglio 2014) spiegava che non era un posto «scelto a caso: Sandino è nato da uno dei “pueblos cautivos” creati dal regime comunista per allontanare in maniera forzata migliaia di famiglie dai loro luoghi di origine, perché accusate di aver preso parte o collaborato alla rivolta dei contadini all’inizio degli anni Sessanta nel massiccio montuoso di Escambray».

“SIAMO SULLA STRADA GIUSTA”

Il lavori di realizzazione del nuovo edificio sono iniziati nel febbraio 2015 (Aci Stampa, 19 settembre 2015), grazie alla collaborazione con la parrocchia di San Lorenzo a Tampa, negli Stati Uniti, in gran parte composta da fedeli cubani in esilio. Ospiterà circa duecento persone e occuperà. «Da molti anni aspettavamo una chiesa – racconta il parroco di Las Martinas y Sandino, padre Cirillo Castro secondo quanto riferisce il giornale vaticano – ma adesso finalmente possiamo dire che siamo sulla strada giusta».

IL SOSTEGNO ALL’HANDICAP

La centralità della Caritas è il punto di riferimento dell’azione cattolica sull’isola. Ogni anno organizza all’Avana la Giornata di sostegno alle persone con handicap e alle loro famiglie nel contesto del programma Aprendiendo a Crecer (Imparando a Crescere) (Aleteia, 22 aprile 2015).

Il progetto valorizza le persone con necessità e capacità speciali ha l’obiettivo di «testimoniare l’amore di Dio mediante azioni che aiutino a scoprire e a proteggere la dignità delle persone più vulnerabili della società».

PERCENTUALI ALTISSIME

Il programma non è nuovo, anche se la Giornata di sostegno lo è. Aprendiendo a Crecer è nato 22 anni fa per accompagnare, promuovere e favorire lo sviluppo delle persone portatrici di handicap e delle loro famiglie.

In base a uno studio recente, i portatori di handicap a Cuba sono 366.864, ovvero 3,26 ogni 100 abitanti. L’opera della Chiesa è di tendere la mano a questa moltitudine di persone bisognose, nel solco della “Chiesa in uscita”, mantra del pontificato di Bergoglio.

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