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E se non fossimo stati creati una volta per tutte ma in continua creazione?

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Don Paolo Scquizzato: «L’amore riporta la vittoria solo là dove è sconfitto»

Cosa significa crescere? 

«Crescere ha il medesimo etimo di creare», così Paolo Scquizzato, sacerdote e scrittore, ha cominciato l’anno scorso il suo intervento in occasione del ventesimo anniversario della casa editrice Effata’ di cui è un importante autore. «Per vivere veramente occorre rinascere, occorre nascere due volte per diventare pienamente noi stessi. Crescere è perciò un lento e continuo cammino di ri-creazione».

CRESCERE È ASCENDERE

Il sacerdote sottolinea il legame di assonanza tra i verbi “crescere” e “ascendere”…«la vita perciò è un lento esercizio di ascesi». L’asceta è colui che si esercita per arrivare al compimento di se stesso e tra i tanti modi per giungervi c’è n’è solo uno vincente: l’amore che «compie, trasforma, trasfigura».

CRESCERE È SBOCCIARE E MORIRE

«Crescere è (…) sbocciare, ma il seme, come un misterioso paradosso, per poter deflagrare in tutta la sua potenzialità necessita di essere posto in un solco (…) una vita che rinuncia a seguire questa logica naturale di immergersi nel solco umido e buio della terra, è una vita (…) infeconda, ciò che non muore non potrà mai nascere veramente».

«L’amore riporta la vittoria solo là dove è sconfitto»: il chicco di grano se non muore resta solo e non porta frutto.

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