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Il Papa: il missionario non fa proselitismo come un tifoso

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Appello papale per Natale ad abbandonare «gli idoli del successo, del potere e del denaro» e ad accogliere Dio. «Quando un missionario annuncia Gesù non fa proselitismo come un tifoso che cerca più aderenti alla sua squadra”, assicura Francesco che esorta a «lasciare le strade, comode ma fuorvianti, degli idoli di questo mondo: il successo a tutti i costi, il potere a scapito dei più deboli, la sete di ricchezze, il piacere a qualsiasi prezzo». 

Nella seconda domenica d’Avvento, il Papa si affaccia alla finestra dello studio nel Palazzo Apostolico per recitare l’Angelus con i fedeli riuniti in piazza San Pietro per la preghiera mariana. Il Pontefice fa proprio l’invito di Giovanni Battista: “Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino”. E sottolinea come con queste stesse parole Gesù dia inizio alla sua missione in Galilea e «tale sarà anche l’annuncio che dovranno portare i discepoli nella loro prima esperienza missionaria».  

Commentando il vangelo domenicale, Jorge Mario Bergoglio evidenzia che l’evangelista Matteo presenta «Giovanni come colui che prepara la strada al Cristo che viene, e i discepoli come i continuatori della predicazione di Gesù». Si tratta dello stesso annuncio: «Viene il regno di Dio, anzi, è vicino, è in mezzo a noi”. E questo, ribadisce il Papa, è il messaggio centrale di ogni missione cristiana. «Ma che cos’è questo regno dei cieli?- si chiede il Pontefice-. Pensiamo subito a qualcosa che riguarda l’aldilà: la vita eterna. Certo, il regno di Dio si estenderà senza fine oltre la vita terrena, ma la bella notizia che Gesù ci porta e che Giovanni anticipa è che il regno di Dio non dobbiamo attenderlo nel futuro». Infatti, puntualizza il Papa, «il regno di Dio si è avvicinato, in qualche modo è già presente e possiamo sperimentarne fin da ora la potenza spirituale: Dio viene a stabilire la sua signoria nella nostra storia, nella nostra vita di ogni giorno e là dove essa viene accolta con fede e umiltà germogliano l’amore, la gioia e la pace». La condizione per entrare a far parte di questo regno, prosegue il Pontefice, è «compiere un cambiamento nella nostra vita, cioè convertirci».  

Da qui l’invito ad «aprire la strada al Signore che viene», perché Cristo «non toglie la nostra libertà, ma ci dona la vera felicità». Con la nascita di Gesù a Betlemme, spiega Francesco, «è Dio stesso che prende dimora in mezzo a noi per liberarci dall’egoismo, dal peccato e dalla corruzione». Perciò, aggiunge il Pontefice, «il Natale è un giorno di grande gioia anche esteriore, ma è soprattutto un avvenimento religioso per cui è necessaria una preparazione spirituale». Quindi, «in questo tempo di Avvento, lasciamoci guidare dall’esortazione del Battista a preparare la via del Signore e a raddrizzare i suoi sentieri». E, sostiene il Papa, «prepariamo la via del Signore e raddrizziamo i suoi sentieri, quando esaminiamo la nostra coscienza, quando scrutiamo i nostri atteggiamenti, quando con sincerità e fiducia confessiamo i nostri peccati nel sacramento della Penitenza». In questo sacramento, infatti, «noi sperimentiamo nel nostro cuore la vicinanza del regno di Dio e la sua salvezza». Dunque «la salvezza di Dio è opera di un amore più grande del nostro peccato, soltanto l’amore di Dio può cancellare il peccato e liberare dal male, e soltanto l’amore di Dio può orientarci sulla via del bene».  

Jorge Mario Bergoglio invoca l’aiuta della Madonna: «Ci aiuti a prepararci all’incontro con questo Amore sempre-più grande che nella notte di Natale si è fatto piccolo piccolo, come un seme caduto nella terra, il seme del Regno di Dio».  

Dopo l’Angelus il Pontefice ha rivolto il suo saluto «a tutti voi, romani e pellegrini». In particolare ha ricordato «i fedeli venuti da Córdoba, Jaén e Valencia, in Spagna, da Split e Makarska, in Croazia, dalle parrocchie di Santa Maria dell’Orazione e del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo in Roma. «A tutti auguro una buona domenica e un buon cammino di Avvento- afferma Francesco-. Arrivederci a giovedì per la festa di Maria Immacolata. In questi giorni preghiamo uniti chiedendo la sua materna intercessione per la conversione dei cuori e il dono della pace. E per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Buon pranzo».  

Francesco dà appuntamento a romani e ai pellegrini per l’8 dicembre, in occasione della festa dell’Immacolata Concezione, per la tradizionale visita a piazza di Spagna. E su Twitter il Pontefice definisce l’Avvento «il tempo per preparare i nostri cuori ad accogliere Cristo Salvatore, nostra speranza». 

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