Aleteia logoAleteia logoAleteia
giovedì 09 Dicembre |
Immacolata Concezione
Aleteia logo
Chiesa
separateurCreated with Sketch.

10 luoghi comuni (sbagliati) sul matrimonio cattolico…

© IVASHstudio / Shutterstock

Lucandrea Massaro - Aleteia - pubblicato il 02/12/16

8. La Chiesa non ammette la separazione

Falso. La separazione dei coniugi, come cessazione della coabitazione o anche come istituto giuridico civile, è un fatto eccezionale e certamente non auspicabile. Esistono tuttavia alcuni casi nei quali occorre non solo ammetterla ma anche consigliarla: quando per esempio uno dei due coniugi è violento con l’altro o sottraendosi alle proprie responsabilità mette a repentaglio la serenità economica della famiglia, oppure c’è timore per l’incolumità dei figli, oppure per abuso di alcol o uso di stupefacenti la convivenza non sarebbe rispettosa della dignità dei familiari.

Il coniuge problematico dovrà essere aiutato a trovare soluzioni idonee affinché siano rimosse le cause che lo tengono lontano dalla famiglia. La separazione (non il divorzio) esiste da diversi secoli nel diritto canonico…

9. Le persone divorziate non possono fare la comunione

Falso. Bisogna fare molte distinzioni e sicuramente non è facile affrontare qui tutti i singoli casi. Il consiglio è sempre quello di rivolgersi ad un buon prete, teologicamente preparato e paziente nell’ascoltare in modo completo e non preconcetto la vita a volte sofferta di una persona.

Chiaramente nella rottura di un rapporto è difficile tracciare in modo netto le responsabilità di ciascuno, ma appare anche evidente che due persone adulte cercheranno sempre di trovare una soluzione coerente per i loro problemi. Chi causa il divorzio colpevolmente si pone da sé fuori della comunione della Chiesa e ne subisce le conseguenze.

In linea di principio possiamo però dire che il coniuge che ha subito ingiustamente e senza colpa il divorzio civile non è escluso dai sacramenti, come non è escluso – in linea generale – chi pur divorziato ha deciso di non sposarsi di nuovo.

Esistono poi persone che sanno in coscienza che il loro primo matrimonio era nullo per qualcuna delle cause sopra ricordate. Tuttavia non sono in grado di dimostrarlo davanti ad un tribunale ecclesiastico (che non giudica casi in coscienza ma fatti pubblici) e quindi risulta impossibile dichiarare nullo quel primo matrimonio che come sacramento gode del favore del diritto. Tali persone, in accordo con il proprio Parroco e dopo averne discusso con lui, potranno accostarsi ai sacramenti.

10. Il matrimonio è per sempre

Falso. La morte di uno dei due coniugi pone fine al sacramento. La natura stessa del matrimonio prevede una comunione di vita, un mutuo aiuto, il progetto della famiglia, cose tutte possibili solo tra persone viventi.

Quando il Signore chiama a sé uno dei due sposi si avverte forte il dolore della separazione e in molti casi perdura quel senso di appartenenza affettiva che si avvertiva fin dall’inizio del rapporto. Chi ci ha amato continua a farlo anche in Paradiso e dal Paradiso ci aiuta e ci sostiene con la preghiera e l’intercessione. Il ricordo dei momenti belli trascorsi insieme si fa struggente, ma ci sostiene e ci conforta nel cammino della vita.

Lungo il sentiero a chi resta con dolore e nostalgia non rimane altro da fare che riconoscere che nessuno di noi si appartiene completamente e che da Dio abbiamo ricevuto il dono della vita e delle persone che sono al nostro fianco. Come ciascuno di noi anch’esse appartengono a Dio, non sono nostre, e a Dio dobbiamo affidarle. Chiedendo a lui di poterle riabbracciare un giorno, laggiù, dove terra e cielo si confondono.

Hai ancora bisogno di un ripassino? Leggi questo.

  • 1
  • 2
  • 3
Tags:
matrimonio
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni