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“Ognuno si sente realizzato solo quando è utile per qualcuno”

Vatican Insider - pubblicato il 27/11/16

«Sicuramente la strada del servizio va controcorrente rispetto ai modelli dominanti, ma in realtà ognuno di noi si sente contento e realizzato solo quando è utile per qualcuno». Lo ha detto Papa Francesco ricevendo in udienza i giovani del Servizio Civile Nazionale, a quindici anni dalla promulgazione della legge che l’ha istituito in Italia. Nel suo saluto, il ministro del lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti ha parlato di un suo sogno, quello di essere in grado di aiutare non soltanto nelle grandi calamità, ma anche «nel piccolo terremoto» o nella «piccola alluvione rappresentata dalle persone che vicino a noi stanno male: vorrei che oltre alla protezione civile nascesse la protezione sociale». 

Prendendo la parola Bergoglio ha fatto riferimento a questo accenno di Poletti: «Non dimenticare quello che ha detto il ministro, il terremoto che abbiamo accanto a noi, il terremoto umano, i soli, gli abbandonati, gli scartati. Speriamo che questa sfida sua sia raccolta da tutti noi». Francesco ha quindi sottolineato che «La gratuità del volontariato, anche per un tempo determinato, rappresenta una ricchezza non solo per la società e per coloro che godono della vostra opera, ma anche per voi stessi e per la vostra maturazione umana». 

«Voi siete una forza preziosa e dinamica del Paese – ha aggiunto – il vostro apporto è indispensabile per realizzare il bene della società, tenendo conto specialmente dei soggetti più deboli. Il progetto di una società solidale costituisce il traguardo di ogni comunità civile che voglia essere egualitaria e fraterna».  

Francesco ha quindi citato i tradimenti di questo progetto: «Ogni volta che si assiste passivamente al crescere della disuguaglianza tra le diverse parti sociali o tra le nazioni del mondo; quando si riduce l’assistenza alle fasce più deboli senza che siano garantite altre forme di protezione; quando si accettano pericolose logiche di riarmo e si investono preziose risorse per l’acquisto di armamenti, una vera piaga attuale questa! O ancora quando il povero diventa un’insidia e invece che tendergli la mano lo si relega nella sua miseria». 

«Tutti questi atteggiamenti – ha spiegato – rappresentano uno sfregio della nostra società e della sua cultura, immettendo in esse criteri e prassi improntati all’indifferenza e alla sopraffazione, che rendono più povera la vita non solo di chi è dimenticato o discriminato, ma anche di chi dimentica o discrimina, il quale finisce per rimanere chiuso in sé stesso e precludersi l’incontro con la carne dei fratelli, che è la via obbligata per trovare il bene».  

Il Papa ha ricordato ai giovani del servizio civile che essi sono chiamati «a svolgere una funzione critica nei confronti di queste prospettive contrarie all’umano, e una funzione profetica che mostri quanto sia possibile pensare e agire in modo diverso». Quindi Bergoglio ha elencato alcune aree di intervento del Servizio Civile, soffermandosi sulla «tutela dell’ambiente, tenendo presente il criterio di una ecologia umana, che ci permetta di riconoscere lo stretto legame tra la cura dell’ambiente e quella dell’uomo e colga le gravi conseguenze del degrado ambientale sulla vita delle persone, in particolare dei più poveri».  

«Un altro ambito di azione che deve starci particolarmente a cuore – ha aggiunto il Papa – riguarda l’aiuto ai rifugiati e ai migranti, i quali chiedono di essere soccorsi e integrati nel tessuto sociale. L’Italia è lodevolmente impegnata in questa opera, è un esempio, eh! Nell’esprimere apprezzamento per tutto ciò, esorto a proseguire con coraggio sia sul piano dell’accoglienza concreta sia su quello della sensibilizzazione e di una vera integrazione. Grazie per questo che fa l’Italia!».  

Infine, Francesco ha citato «tutti gli altri progetti educativi e assistenziali del Servizio Civile Italiano, con i quali in vari modi si accompagnano bambini, ragazzi, persone disabili, emarginate e bisognose di aiuto». In questi mesi, ha aggiunto, «un impegno straordinario è richiesto dalle popolazioni colpite dal terremoto, alle quali rinnovo la mia vicinanza e il mio incoraggiamento. Tutte queste realtà diventino per voi occasioni di crescita umana e di condivisione di esperienze, conoscenze e sensibilità».  

«Cari giovani – ha concluso – vi auguro di seguire la via che dà pienezza di significato e di gioia alla vostra vita… Sicuramente la strada del servizio va controcorrente rispetto ai modelli dominanti, ma in realtà ognuno di noi si sente contento e realizzato solo quando è utile per qualcuno. Questo sprigiona in noi delle energie nuove, ci fa percepire che non siamo soli e dilata i nostri orizzonti. Vi invito a camminare su questa strada e a prendere come modello perfetto di umanità Gesù, che ha fatto posto agli altri in sé stesso fino a donare la sua vita». Francesco ha anche chiesto alle istituzioni «di farsi sempre più promotrici di un vero spirito solidale nella popolazione. Tale sensibilità diventi sempre meno occasionale e più strutturale, fino a pervadere tutto l’agire dei diversi soggetti pubblici e privati. Il grado di civiltà di un popolo, infatti, si misura in base alla capacità di rispettare e promuovere i diritti di ogni persona, a partire dai più deboli».  

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