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Cosa fare quando si vive una giornata triste

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Alban - pubblicato il 25/11/16

Giorni tristi? Ecco un suggerimento da parte di Dio, proprio per te

Chi non ha mai affrontato delle giornate tristi? Possono esserci delle ragioni concrete oppure no, ma questi piccoli cambiamenti d’umore sono comuni e devono essere gestiti con saggezza. Non sto parlando della depressione, una malattia che come tale va curata, ma di quello scoraggiamento passeggero che ci lascia un po’ giù di corda.

Lo stesso Gesù, quando si avvicinò il momento in cui sarebbe dovuto morire sulla croce, fu colto da una profonda tristezza. La Bibbia racconta che Lui chiese a tre dei suoi migliori amici di andare insieme a lui a pregare in un luogo appartato, perché non voleva stare da solo.

Non isolarti

Questo è il primo errore che normalmente commettiamo quando la tristezza bussa alla nostra porta. La soluzione è avere l’umiltà di chiedere aiuto a Dio e agli amici.


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Pregare è il primo rimedio, davvero efficace, di fronte alla tristezza. Dio ci ascolta e trova sempre una maniera sorprendente di consolarci. Molte volte succede che siamo talmente sconvolti da non avere l’ispirazione giusta per dire qualcosa a Dio. Ma… è forse necessario? In questi momenti nessuna parola può dire abbastanza e sembra che persino una sola parola sia troppa.

E allora come pregare?

Un consiglio è quello di aprire la Bibbia e leggere un salmo qualsiasi. Ti renderai conto che molti autori di questi poemi sacri avevano la tristezza nel proprio cuore. Alcuni erano proprio arrabbiati con Dio. Possiamo leggere frasi intrise di dolore, come: “Ai salici di quella terra appendemmo le nostre cetre … Come cantare i canti del Signore in terra straniera?“.

È segno di maturità spirituale mostrare a Dio il proprio cuore esattamente com’è. Il Signore non vuole che noi indossiamo delle maschere con lui, non vuole trucchi. Lo stesso apostolo Paolo riconosce che non sempre siamo al massimo dell’umore: “Chi tra voi è nel dolore, preghi; chi è nella gioia salmeggi”.

I santi e i saggi hanno saputo comprendere questa dinamica interiore. Sant’Ignazio di Loyola, ad esempio, le chiamava “mozioni spirituali”. Si tratta di variazioni dello stato d’animo, che può oscillare dalla consolazione fino alla desolazione. Vale la pena conoscere i suoi esercizi spirituali, in cui stabilisce delle regole per discernere il significato di questi “sentimenti mistici”.

Si dice che anche la grande santa Teresa d’Avila visse momenti di grande tristezza spirituale. Nonostante questo, è stata fedele. Questo è un segno certo che l’amore in questione è autentico. Quando viviamo momenti di euforia, non possiamo avere la certezza che ciò che facciamo è mosso da “amore puro”.


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Approfitta dei momenti di tristezza per purificare le tue intenzioni. Ricorda: questi giorni passeranno, come qualsiasi altro.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Valerio Evangelista]

Tags:
consolazioneesercizi spiritualigioiasant'ignazio di loyolatristezza
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