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Quando vorresti distogliere lo sguardo dal crocifisso, ricorda la regola del vecchio scrittore

Walter7575 - CC

Anna O'Neil - pubblicato il 21/11/16

Il crocifisso confonde, perché dovrebbe essere un segno dell’amore totale e che sopporta tutto di Cristo per noi, ma allo stesso tempo Egli ci chiama a partecipare a quella sofferenza, e questa non sembra avere niente a che fare con l’amore. E non sta neanche indorando la pillola di ciò che ci chiede. Il suo dolore, la sua umiliazione e la sua impotenza sono ovvie. Mi sono ritrovata a chiedermi: “Dici di amarmi, ma vuoi che io venga appesa alla croce con Te? Non lo augurerei al mio peggior nemico”.

È lì che ho trovato conforto ricordando la regola del “Mostra, non raccontare” guardando un crocifisso. Cristo ha trascorso gli anni del suo ministero ripetendoci in continuazione che ci ama, che dobbiamo amarci gli uni gli altri, che dobbiamo essere miti, che dobbiamo essere come un chicco di grano e morire per produrre frutto. E forse abbiamo ascoltato, un po’. Ma la Sua morte, il fulcro di quello che è venuto a dirci, e il mezzo con cui ha distrutto per sempre la morte non è parlare, ma mostrare. È ogni singola cosa che ha detto, e l’espressione della completezza del Suo amore, tutto riunito in un’unica immagine. Funziona su di noi come le parole non riuscirebbero mai a fare.

Ovviamente confonde. Il Suo messaggio è per noi sgradito quanto la Sua morte. Ma il fatto che Egli non si sia accontentato di limitarsi a parlarci di questo amore, il fatto che ce l’abbia voluto mostrare e che la Chiesa metta il crocifisso in un posto così di spicco in ogni chiesa ci mostra che qualsiasi morte, dolore e orrore ci siano nella nostra vita anche Cristo li sta sperimentando; e attraverso la Sua croce anche noi possiamo raggiungere la Resurrezione. Non si accontenterebbe mai di parlarci soltanto del Suo amore. Ce lo mostra, perché possiamo davvero credere che non siamo soli. Per quanto possa ancora risultarmi scomodo, sto diventando ogni giorno più grata per il dono del crocifisso.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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Tags:
crocifissoresurrezione
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