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Hai un’amicizia platonica o aristotelica?

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Secondo Aristotele esistono tre tipi di amicizie. Quali sono le tue?

1.- Amicizia per l’utilità

Aristotele insegna che “quelli dunque che si amano reciprocamente a causa dell’utile non si amano per se stessi, bensì in quanto deriva loro reciprocamente un qualche bene”. Questo vuol dire che in un’amicizia basata sull’utilità “le persone amano i propri amici per il loro beneficio, e non per quello dell’altra persona”. Cioè si vuole bene all’amico non per ciò che egli è, bensì per i benefici immediati che ci può apportare. Questo non è necessariamente sbagliato, secondo Aristotele, ma il filosofo reputa che queste amicizie non siano permanenti, perché se il beneficio dell’utilità dovesse terminare, anche l’amicizia terminerebbe. È il classico caso, ad esempio, del rapporto tra soci in affari o tra compagni di classe.


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2.- Amicizia per il piacere

Aristotele nota che accade qualcosa di simile tra questo tipo di amicizia e quella precedente. L’amicizia fondata sul piacere è quella che intercorre tra persone che si amano non perché hanno a cuore il bene dell’amico, ma per il piacere che possono ricevere dall’altra persona. Come con quelle fondate sull’utilità, anche le amicizie basate sul piacere sono relativamente fragili, perché possono cambiare o finire tanto rapidamente quanto il piacere ricevuto.

Aristotele afferma che questo è il tipo di amicizia più comune in gioventù. “I giovani infatti”, dice il filosofo, “vivono sotto l’influsso della passione, e perseguono soprattutto ciò che è per loro un piacere immediato. Ma col procedere dell’età anche le cose che fanno piacere diventano diverse. È per questo che i giovani rapidamente diventano amici e rapidamente cessano di esserlo: infatti, l’amicizia muta insieme col mutare di ciò che fa piacere, e il mutamento di un tale tipo di piacere è rapido”. Generalmente, secondo Aristotele, un’amicizia basata sul piacere è quella tra amici che condividono gli stessi passatempi: i membri di una squadra sportiva o i componenti di un gruppo musicale, ad esempio.

Friendship-girls-hug-best friend © Lionel Fernandez Roca-CC
© Lionel Fernandez Roca-CC

3.- Amicizia per il bene

Aristotele scrive che “L’amicizia perfetta, invece, è l’amicizia degli uomini buoni e simili per virtù: costoro, infatti, vogliono il bene l’uno dell’altro, in modo simile, in quanto sono buoni, ed essi sono buoni per se stessi. Coloro che vogliono il bene degli amici per loro stessi sono i più grandi amici; infatti, provano questo sentimento per quello che gli amici sono per se stessi, e non accidentalmente”.

Il filosofo continua affermando che “una tale amicizia, naturalmente, è permanente, giacché congiunge in sé tutte le qualità che gli amici devono possedere”. Con questo, Aristotele intende dire che una persona che è buona è anche amabile, e la sua compagnia è piacevole e utile. Dunque l’amicizia per il bene contiene in se stessa gli stessi pregi delle altre due amicizie, ma “del massimo livello e della migliore qualità”. Ecco perché quest’amicizia è completa, superiore.

Tuttavia Aristotele è tristemente realista: “Ma è naturale che simili amicizie siano rare, giacché pochi sono gli uomini di tale natura. Inoltre, richiede tempo e consuetudine di vita comune. E coloro che si scambiano rapidamente l’un l’altro i segni dell’amicizia, vogliono, sì, essere amici, ma non lo sono, se non sono anche degni di essere amati e se non lo sanno: infatti, la volontà di amicizia sorge rapidamente, ma non l’amicizia”.


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[Traduzione dallo spagnolo a cura di Valerio Evangelista]

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