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Credi di essere un buon padre?

© Mathilde de Robien

Mathilde De Robien - pubblicato il 16/11/16

Gli apporti specifici degli uomini all'educazione

Per via del loro orario lavorativo, i padri trascorrono in genere meno tempo con i figli rispetto alle madri, ma i papà del XXI secolo assicurano di essere comunque presenti. Si lasciano coinvolgere nei compiti quotidiani relativi ai figli (vestirli, far loro il bagno, dar loro da mangiare…), ma anche nelle attività che aiutano la prole a scoprire altri orizzonti (escursioni, sport, visite ai musei…).

Il loro ruolo è complementare a quello della madre: R. dice di dare a suo figlio un amore forse meno viscerale, meno sentimentale di quello della moglie, ed è sicuramente la ragione per cui è più probabile che un padre rappresenti, se necessario, la figura dell’autorità o della severità, quella che stabilisce i limiti.

Attraverso lo sport, un padre trasmette al figlio il concetto di superamento di sé e di gusto per il rischio. Questo non è sempre gradito alle madri, ma è necessario per lo sviluppo dei bambini.

I sentimenti sulla paternità

Per alcuni la nascita di un figlio è un enorme scombussolamento, per altri no. Nel primo caso, la coppia è la prima a risentirne. Marito e moglie trascorrono meno tempo insieme, e la madre viene forse monopolizzata dal neonato ed è meno attenta al marito.

Ad ogni modo, secondo quanto affermano i padri intervistati*, la coppia si riforma intorno a una nuova solidarietà. Sia il marito che la moglie sono chiamati ad amare sempre più il proprio coniuge.

Pierre, padre di due figli che presto diventeranno tre, ha affermato che “anche alzarsi la notte per il bambino è un modo di amare l’altro”.

La paternità apporta anche grandi gioie prima sconosciute da condividere come coppia, e aiuta a prendere coscienza dell’importanza di “lavorare” per essere una coppia unita, ha spiegato un altro padre.

Un altro scombussolamento associato alla paternità è il fatto di rendersi conto che ora si è responsabili di una vita. Questa nuova responsabilità sposta le priorità che alcuni padri avevano programmato per sé, e possono sorgere delle inquietudini: la difficoltà di proteggere il figlio, l’incapacità di dargli tutto ciò di cui ha bisogno per maturale – a livello sia materiale che spirituale –, malattie, incidenti…


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Fortunatamente, la paternità apporta anche moltissime soddisfazioni: risate, giochi, le prime parole, gli abbracci dopo un’assenza… vedere i figli acquisire autonomia, felici di vivere e di scoprire il mondo. Con quanto orgoglio i padri parlano poi dei figli ai colleghi!

L’eredità dei padri

È questo che i padri di famiglia desiderano trasmettere ai propri figli: valori, come la virtù, la bontà, la generosità con gli altri; un ambiente strutturato; la capacità di prendere decisioni responsabili e di rendersi indipendenti; la capacità di vivere come cristiani; la gioia di vivere, di imparare e di amare.

I consigli dei padri a un futuro papà:

  • Amare la propria moglie.
  • Rafforzare il rapporto di coppia.
  • Essere sicuro di voler essere padre e non farlo solo per far felice la moglie.
  • Trascorrere dei momenti semplici ma di qualità con i figli.
  • Essere attento ai figli, interessarsi al loro sviluppo, agli studi, e saper essere presente quanto ne hanno bisogno.
  • Sapersi “riciclare” in relazione ai cambiamenti generazionali nei modelli educativi.

Grazie di cuore a tutti i padri che hanno risposto alle mie domande. Senza di loro questo articolo non avrebbe visto la luce!

*Per la redazione di questo articolo, ho ricevuto una ventina di testimonianze di padri, soprattutto tra i 30 e i 41 anni.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

Tags:
educazionefiglipadripaternitàuomini
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