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Le 5 cose sull’alcol che avrei voluto sapere prima

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pixabay.com

Eve Tushnet - pubblicato il 16/11/16

Ubriacarmi mi faceva sentire come se stessi volando: come ho fatto a non conoscere quella sensazione prima?

La prima volta che mi sono ubriacata fu abbastanza imbarazzante. Avevo 17 anni e sentivo il bisogno di essere folle: sono andata in giro a baciare sconosciuti e a raccogliere bicchieri di altre persone per finirmi il resto delle loro birre. La mattina, mentre tornavo a casa in metropolitana, mi sentivo fantastica, come nuova. Il mio comportamento ridicolo e patetico si era trasformato in una specie di successo. Quella che fu una bella festa.

Un decennio e mezzo più tardi iniziai a leggere di altre persone che provavano lo stesso: la sensazione di essere innamorati, ma anche di sentirsi amati, di benessere, come se stessero volando. Altri mi hanno detto che la prima volta in cui si sono ubriacati hanno pensato “Come ho fatto a non conoscere questa sensazione prima?

E ora si scopre che, come me, la maggior parte di queste persone sono diventate alcoliste. La scrittrice statunitense Caroline Knapp ha chiamato l’autobiografia sul suo recupero “Drinking: A Love Story” [“Bere: una storia d’amore], e la cosa più importante che ho imparato dal suo libro è che se si ha una relazione con l’alcol… probabilmente si ha anche un problema con esso.

Ma quando avevo 17 anni nessuno me l’aveva detto. Qui di seguito condivido con voi altre cose di cui nessuno mi aveva avvertita.

Fa attenzione a chi è il tuo modello di consumo – e soprattutto di abuso – di alcol

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energepic.com

Ho avuto la fortuna di avere molti modelli di consumo di alcol responsabile e consapevole. Nella mia famiglia non ci sono stati casi di dipendenze, dunque iniziai ad avere a che fare con il tema dell’alcolismo leggendo dei libri. Mi affascinava il personaggio di Grantaire de I miserabili, l’ubriacone spensierato che all’ultimo momento mostra il suo lato più nobile ed eroico (nella vita reale questo lato emerge quando la persona ubriaca dorme, è molto difficile controllarsi quando si è persa la bussola).

Mi piacque anche un libro il cui protagonista, dopo aver tradito la sua regina consegnandola ai nemici, si prese una sbronza colossale (e decisamente umiliante). Leggere quella storia mi portò a questa conclusione: “Mmm… Suppongo che sia così che le persone esprimono il proprio senso di colpa”.

Potresti mostrare la tua vita interiore più di quanto tu pensi

O forse più di quello che ti sei reso conto di aver mostrato. Ne Il dono della paura, Gavin De Becker sostiene che spesso le persone fanno battute per mascherare minacce reali o per mostrare i propri desideri. Ovviamente non tutti quelli che scherzano sul fatto di essere alcolisti lo sono davvero. Ma se scherzi troppo alludendo alla tua presunta dipendenza, forse dovresti riconsiderare la percezione che hai della tua persona.

Agiamo come il tipo di persona che vorremmo essere. Questa è una delle ragioni per cui la Chiesa canonizza i santi: affinché siano un esempio che gli altri possano imitare (magari diventando loro stessi dei santi).

È uno dei motivi per cui sono grata che il mio interesse per le storie di dipendenza mi abbia condotta verso un interesse al recupero. Leggendo molti libri e vedendo molti film sul lungo percorso che porta alla pace, inizierai a trovare idee che riecheggeranno nel tuo interiore. La tua immaginazione diventerà più grande. Questo è fondamentale soprattutto nel recupero (indipendentemente da ciò che questa parola significhi per te), dato che moltissime persone sono convintissime che vi sia un solo percorso valido. Potresti aver bisogno di conoscere la storia di queste persone che hanno scoperto dei percorsi alternativi.


LEGGI ANCHE: Che fare quando una persona che ami soffre di una dipendenza?


Chiediti una cosa: se dovessi cambiare le tue abitudini nel consumo di alcol (o di qualsiasi altra cosa), cosa proveresti? Dove troveresti dei modelli degni di essere ammirati? Riconosci i lati più spaventosi e imbarazzanti della tua vita (invece di negare la loro esistenza) e approfondisci le storie di altre persone che, in qualche modo, sono simili a te. Finirai per trovare la tua direzione.

Sii consapevole di ciò che ti dà l’alcol… e anche di ciò che ti toglie

Richard Klein scrisse Cigarettes are sublime, uno studio sul tabacco nell’arte e nella cultura, in parte per poter meglio comprendere la sua dipendenza. Mentre scriveva quel testo, finì per eliminarla. In Cigarettes l’autore dà un ironico addio alla sublimità che avrebbe potuto ucciderlo, se glielo avesse permesso.

Ugualmente, identificare tutto ciò che mi offriva l’alcol mi ha aiutata a lasciare la bottiglia. Euforia, intimità, amicizia, audacia.

Mettere un nome a queste sensazioni mi ha costretta a chiedermi sinceramente se l’alcol continuava a offrirmi questi ‘doni’. Dovetti ammettere che tutto ciò che una volta mi dava il bere, l’alcolismo me ne stava privando lentamente e silenziosamente. L’euforia diventò incoscienza, l’intimità si trasformò in bugia, l’amicizia mutò in ubriacature solitarie e l’audacia lasciò il posto ad una paura costante e persistente.

Piano piano inizi a perdere queste cose. Perché i fumi dell’alcol ti rendono incosciente, inaffidabile e triste.

Chiediti perché bevi e se davvero ottieni ciò che vuoi

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Radharani - Shutterstock

In pratica, chiediti se a volte bevi per evitare di confrontarti sinceramente con i tuoi desideri (in merito al sesso, ad esempio).

Chiediti dove trovare la stessa allegria, lo stesso sollievo o la stessa libertà che adesso ti dà l’alcol. Probabilmente potresti trovare tutto ciò altrove, e anche più intensamente. Quando l’estasi a buon mercato della vodka smise di funzionare, iniziai a prendere sul serio l’euforia della preghiera. Mi resi conto di poter raggiungere l’intimità con i miei amici se fossi stata sincera con loro; mi sbarazzai della bottiglia e al suo posto maturai la volontà di accettare l’umiliazione. Ne conseguii che assomigliava molto al coraggio.

Puoi trovarti a fare cose che “una persona come te” non farebbe mai

È una spada a doppio taglio, nonché l’altro lato della medaglia della questione affrontata sopra sulla percezione di sé. Sotto l’influenza dell’alcol puoi trovarti a dire e fare cose che una persona come te – l’immagine che hai di te stesso – non farebbe mai. Potresti implorare il bacio di una persona, o litigare con il dispenser di carta in un bagno (e se mischi l’alcol al testosterone e al desiderio sessuale, essere l’unica persona a cui recherai danno sarà una vera fortuna). Una volta feci dei commenti razzisti. Solo una volta, ma pesa come se l’avessi fatto ripetutamente.

Ma questo significa che hai il potenziale per fare cose che “una persona come te” non farebbe mai, come ad esempio riuscire ad essere sobrio. Non penso che chiunque attraversi una fase di consumo sfrenato di alcol debba abbandonarlo di punto in bianco — molte persone lo riducono gradualmente – ma se pensi sia il caso di agire così, non lasciarti condizionare dal pensiero di non potercela fare. Le persone fanno continuamente cose che in teoria sono impossibili.


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