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Una coppia forte si lascia aiutare

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Noi coppie siamo molto discrete quando si tratta di raccontare i nostri problemi, anche se ci farebbe bene condividerli con altri che come noi affrontano lo stesso tipo di avventure e condividono gioie e dolori nel lungo cammino.

Ci vergogniamo. Non vogliamo dire ad alta voce che abbiamo dei problemi, che le cose non vanno come vorremmo, che stiamo limando delle asperità, che siamo in una fase di crescita e apprendimento continui, anche se sono passati anni da quando abbiamo detto “Sì” in chiesa o in municipio.

Ci portiamo dentro due idee che, anche se positive e sane quando vengono vissute con naturalezza, posso ritorcersi contro di noi quando permettiamo che diventino il centro della nostra realtà, sacrificando anche la nostra salute matrimoniale. Mi riferisco all’intimità e alla perfezione.

L’intimità è quella virtù “prudente” che ci ha fatto capire che i panni sporchi si lavano in casa, che quello che si dice in camera da letto deve rimanere confinato lì, che la famiglia si intende soprattutto verso l’interno e non verso l’esterno… Quella virtù che spesso ha spinto a mandare giù, a nascondere, a sopportare, a prendere su di noi fardelli pesanti, a tenersi il male noto piuttosto che scommettere sul bene ancora da conoscere, a restare senza ossigeno in casa, a guardare con sospetto tutto ciò che viene da fuori, a individuare un pericolo dove ci sono solo opportunità, a non chiedere aiuto, a non condividere con nessuno, a riempirci di ombre.

La perfezione è quella “virtù” che ci spinge verso l’alto, che ci porta a superarci e che spesso ci ha fatto dimenticare il dono della famiglia che abbiamo, che ci ha portato amarezze, liti, frustrazione coniugale, genitoriale e filiale, che ci ha spinti ad essere una cosa all’esterno e un’altra all’interno, che ha reso la schizofrenia familiare il nostro habitat naturale.

Oserei dire che tutte le coppie devono camminare con altre coppie. Tutte le coppie hanno bisogno di ascoltarne altre. Tutte le coppie hanno bisogno di raccontare e di aprirsi. Tutte le coppie, in qualche momento della loro vita, hanno bisogno di essere aiutate, orientate. E non sto parlando di chiacchierare con gli amici dell’intimità del partner, di come si comporta in camera da letto, se ci lascia soddisfatti, o delle manie che ha. Sto parlando di condividere come ci sentiamo, quali emozioni sperimentiamo, come procede il nostro progetto familiare, quali difficoltà sperimentiamo, quali sono i nostri scontri e le mancanze di comprensione, quanto è difficile a volte comunicare in modo adeguato.


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Non abbiamo bisogno di consiglieri gratuiti o di pacche sulle spalle. In generale, abbiamo bisogno di voci sagge, orecchie attente, carezze vicine, parole giuste e azzeccate che ci aiutino ad andare avanti, e avanti, e avanti…

Mi rallegro ogni volta che una coppia mi dice di aver iniziato una terapia o di aver cercato un aiuto esterno e professionale, un orientamento familiare. È una cosa da persone coraggiose. Da persone che amano. È un segno di forza, non di debolezza. Solo i forti sanno lottare, perché sanno di essere deboli. Solo chi ha fede opta per cercare di migliorare per continuare a crescere. Solo chi ama conosce il valore dell’opportunità e il valore di colui o colei con cui ha deciso di condividere la vita. Chi ha bisogno di aiuto e non lo cerca né lo accetta opta per l’abbandono e l’autosufficienza, e questo, purtroppo, in genere fa finire male.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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