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Un “esame” serale per aiutarvi a diventare una moglie migliore

Jessica Byrum | Stocksy United
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Questa semplice pratica spirituale ha cambiato il mio matrimonio. E non è solo per le mogli: mariti, prendete nota!

Il mio figlio più piccolo non ha nemmeno due anni, ma ama un buon libro da colorare e i pastelli. Quando si siede si concentra sul serio, china la testolina e il corpo e afferra il pastello con precisione, come se stesse per eseguire un capolavoro. Dopo il primo tratto, il corpo si sposta e il pastello vola liberamente sulla pagina.

Trovo che sia molto affascinante, perché sta solo cercando di imitare i fratelli. Avendo tre (presto quattro) figli, ho osservato quella crescita innata che si verifica quando passano da tratti ampi e casuali a tratti dettagliati e intenzionali. E non solo mentre colorano, ma con tutto ciò che imparano nella vita.

All’inizio del mio matrimonio, il mio cuore era pieno della stessa tenacia che mostra mio figlio. L’ho approcciato in molti modi con l’atteggiamento del “Sì, ho capito! Sediamoci e andiamo al dunque”. Come il mio bambino, ero emozionata al pensiero di fare quello che avevo visto in tanti bellissimi matrimoni. Ero un po’ ignorante su cosa fosse necessario per creare davvero il capolavoro di un matrimonio santo, ma allo stesso tempo ero emozionata per il fatto di vivere quell’esperienza.

Ma, come accade a tutte le coppie, abbiamo iniziato a crescere, e come per il mio figlio mediano, che ha tre anni, il colore sul foglio non è più così affascinante quando si vedono altri creare grandi opere d’arte e tu stai ancora cercando di non uscire dagli spazi col pastello. Volevo santità, amore profondo e duraturo. Ma mi sentivo anche frustrata.

Pregavo regolarmente e facevo un breve esame di coscienza ogni sera, riflettendo sulla mia giornata in generale, cercando perdono e pregando di fare meglio il giorno successivo. Qualcosa, però, mi esortava ad andare più a fondo, ad essere responsabile del modo in cui stavo vivendo la mia vocazione al matrimonio, non solo una vita corretta in senso generale.

Volevo che qualcosa mi sfidasse e mi insegnasse a rimanere entro gli spazi, per così dire, e a iniziare a lavorare al capolavoro che desideravo raggiungere.

In quel periodo stavo leggendo gli scritti di Santa Madre Teresa in Vieni, sii la mia luce. Alla fine del libro, condivide i suoi scritti in cui esamina un voto o una promessa di vita specifica che ha fatto. Poi riflette per vedere quanto sta vivendo bene la sua fede giorno dopo giorno. Le sue risposte sono schiette e oneste, senza spazio per le giustificazioni. Va al punto e si ritiene responsabile.

LEGGI ANCHE: Trovare la gioia nel turbinio del matrimonio

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