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Osservi o contempli?

Adam Hester | Getty Images
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Dio parla in qualsiasi circostanza, in qualsiasi momento

C’è una grande differenza tra osservare e contemplare. Spesso osservo la vita. Quello che accade davanti a me. Lo analizzo, lo seziono, e decido cosa va bene e cosa no. Mi indigno con quello che non condivido. Voglio cambiarlo. Mi emoziono per quello che mi tocca l’anima. Voglio modificare la disposizione delle cose. Eliminarne alcune, introdurne di nuove. Ho una tendenza naturale a osservare cosa succede e poi ad agire. Guardo, ma non contemplo.

Mi costa di più contemplare semplicemente quello che ho davanti, stupendomi della sua bellezza, senza fare nulla.

L’altro giorno leggevo: “Se una persona osserva, vuole sapere e ottenere informazioni. Si vuole ottenere qualcosa, ad esempio la conoscenza. Il mero contemplare, invece, non mira ad ottenere nulla. L’atteggiamento contemplativo ci porta a una calma incredibile. Tutto ciò che è presente può essere davvero presente. Non abbiamo bisogno di cambiare nulla. Lasciamo tutto com’è. Contemplando si arriva all’amore per ciò che si contempla. La contemplazione è disinteressata e libera da interessi propri.

Non desidereremmo mai che Dio ci osservasse, ma siamo felici quando ci contempla con bontà. Neanche nella vita eterna osserveremo Dio, ma lo contempleremo, e per questo lo ameremo” [1].

Vorrei imparare a vivere così. E a trarre pace da tutto ciò che vedo. Soffermandomi davanti alla vita, riempirmi della presenza di Dio. So che tutto mi parla del suo amore, della sua preoccupazione per me. Voglio che Dio mi contempli.

Voglio contemplare Dio e sapere cosa mi sta dicendo nelle mie giornate. Non solo dove credo che Dio debba dirmi qualcosa.

Giorni fa, camminando per strada, un cane mi si è avvicinato per annusarmi. Io mi sono scostato un po’ perché mi sono spaventato. La ragazza che lo teneva al guinzaglio mi ha guardato e mi ha detto: “Salve”. Per un momento ho pensato di conoscerla, e ho risposto: “Salve”. La ragazza mi ha detto: “Non sono io, è il cane che ti dice ‘Salve’”. Sono rimasto un po’ sorpreso. Poi mi ha chiesto: “Sei un sacerdote?” “Sì”, ho risposto. E allora mi ha detto: “Dì a tutti che bisogna abbracciare. Molte persone muoiono senza essere abbracciate”.

A volte credo che Dio mi parli attraverso i santi, attraverso il Vangelo, attraverso scritti pii, attraverso persone in cui credo e confido. Ma mi costa pensare che Dio mi parli in qualsiasi modo in mezzo alla strada. Attraverso una persona sconosciuta con un cane.

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