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Siete ancora in tempo: ecco come ottenere un’indulgenza plenaria durante il Giubileo

EPA/MAURIZIO BRAMBATTI
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La purificazione completa passa attraverso preghiera, eucaristia e confessione. E (quando è possibile) oltrepassando una Porta Santa

Come si fa ad ottenere l’indulgenza plenaria durante l’anno giubilare della Misericordia? Le indicazioni sono, in gran parte, le stesse di sempre ma ci sono anche due caratteristiche proprie a questo anno, che papa Francesco ha voluto sottolineare con forza.

L’INDULGENZA PLENARIA

Secondo gli insegnamenti della Chiesa, ogni peccato ha una duplice ripercussione: genera una colpa che è rimessa all’assoluzione sacramentale nella Confessione, attraverso cui il peccatore riconquista lo stato di grazia e la comunione con Dio; comporta una pena che permane oltre l’assoluzione. L’uomo peccatore, pur riconciliato con Dio, è ancora segnato da quei “residui” del peccato (di odio, di invidia, di menzogna, di gelosia) che continuano a produrre il male anche quando me ne sono liberato. Perché il male tende a diffondersi, ha una forza che solo l’amore può frenare.

Dio vede la nostra condizione, che noi stessi abbiamo riconosciuto e viene incontro con il suo amore in due modi: con il perdono e con l’indulgenza, è un Padre che perdona, anzi di più che diviene “indulgente” verso il figlio che ha peccato; dimentica il male commesso (con la confessione, che è segno visibile della nostra consapevolezza di peccatori), e inoltre ne cancella le conseguenze (attraverso gesti compiuti in comunione con i Santi e con la Chiesa).


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L’indulgenza – fu Papa Paolo VI nel 1967 a regolare definitivamente la concessione delle indulgenze con la Costituzione “Indulgentiarum doctrina et usus“, ulteriormente regolate con il Manuale delle Indulgenze (Enchiridion indulgentiarum, 1999) – è proprio la remissione della pena temporale per i peccati già perdonati da Dio attraverso la Confessione. L’indulgenza può essere parziale (è solo un passo nel cammino di purificazione) o plenaria, totale (com’è quella giubilare), perché è una grazia straordinaria che guarisce completamente l’uomo, facendone una nuova creatura.

L’indulgenza plenaria può essere ricevuta una sola volta al giorno, anche tutti i giorni dell’anno giubilare, da ogni fedele battezzato non scomunicato. La può ricevere per sé o applicare alle anime dei defunti (non ai vivi).

Secondo la Costituzione apostolica Indulgentiarum doctrina et usus, per ottenere l’indulgenza plenaria è necessario ovviamente essere cattolici battezzati e adempiere queste condizioni:

  1. Accostarsi con cuore contrito al sacramento della Riconciliazione
  2. Partecipare all’Eucaristia
  3. Pregare secondo le intenzioni del Papa (recitando un Padre Nostro e un’Ave Maria, secondo le indicazioni della Indulgentiarum doctrina, n.10, ma anche qualsiasi altra preghiera il fedele ritenga per sé significativa).
  4. Eseguire la cosiddetta “opera indulgenziata”.

Le prime tre condizioni possono essere adempiute anche a distanza di alcuni giorni (prima o dopo) l’espletamento della quarta, tuttavia conviene che la comunione e la preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice siano fatte nello stesso giorno, in cui si compie l’opera.

Le opere cui è annessa l’indulgenza (le opere indulgenziate)

Il Manuale delle indulgenze offre un ampio elenco, qui ne riportiamo solo alcune che spesso sono dimenticate:

  1. Il giorno della prima Comunione (non solo per chi la riceve ma anche per chi vi partecipa)
  2. Quando si fa visita al Santissimo Sacramento restando per almeno mezz’ora in adorazione
  3. Quando si legge e si medita la Parola di Dio per almeno mezz’ora
  4. Quando si recitano vocalmente e senza soluzione di continuità i misteri (gaudiosi, o dolorosi, o luminosi, o gloriosi) del rosario in una chiesa o anche in famiglia.
  5. Quando si compie l’esercizio della Via Crucis spostandosi da una stazione all’altra, con calma e meditando la Passione. Per chi non può muoversi a causa di una malattia, l’indulgenza è concessa anche per la lettura e meditazione biblica della Passione.
  6. Quando si visitano le quattro Basiliche Patriarcali romane (San Giovanni in Laterano, San Pietro in Vaticano, Santa Maria Maggiore e San Paolo fuori le Mura), nelle seguenti occasioni: festa del santo cui la basilica è dedicata; in ogni domenica o festa di precetto; in un altro giorno di pellegrinaggio a propria scelta, una volta l’anno; durante il Giubileo
  7. Quando si riceva la benedizione Urbi et Orbi (anche per radio e televisione)
  8. Al Venerdì Santo, partecipando alla liturgia della Passione e facendo adorazione e il bacio della croce
  9. Compiendo una buona opera nel giorno della Festa della Divina Misericordia e aggiungendovi una giaculatoria alla Misericordia.
  10. Nel caso di partecipazione a esercizi spirituali della durata di almeno tre giorni
  11. Recitando, il giorno della festa del Sacro Cuore di Gesù la preghiera/atto di riparazione Gesù dolcissimo
  12. Visitando la Porziuncola ad Assisi o qualsiasi altra chiesa parrocchiale o francescana il 2 agosto, festa del Perdono di Assisi.
  13. Recitando, il giorno della festa di Cristo Re l’atto di consacrazione del genere umano a Cristo Re o Gesù dolcissimo, Redentore
  14. Recitando, il Tantum ergo durante le celebrazioni del Giovedì santo o nella festa del Corpus Domini
  15. Recitando, l’ultimo giorno dell’anno, il Te Deum
  16. Recitando, il primo giorno dell’anno, il Veni creator Spiritus
  17. Visitando la propria chiesa parrocchiale il giorno della festa del santo cui è dedicata o il 2 novembre, giorno in cui si commemorano tutti i fedeli defunti.
  18. Visitando un cimitero dall’1 all’8 novembre e pregando per i defunti.
  19. Visitando qualunque chiesa il 2 novembre, giorno di Tutti i santi
  20. Rinnovando le Promesse battesimali nella celebrazione della Veglia pasquale o nell’anniversario del proprio battesimo.

Ci due caratteristiche proprie a questo Anno giubilare, che papa Francesco ha voluto evidenziare attraverso alcune indicazioni precise.

Pellegrinaggio nelle cattedrali diocesane

L’indicazione di allargare per le diocesi di tutto il mondo la possibilità di aprire nella chiesa cattedrale, nella concattedrale o in qualche santuario particolare una Porta Santa durante il Giubileo, ha un preciso motivo: sottolinea ulteriormente la volontà di papa Francesco che la misericordia di Dio giunga “a ogni confine del mondo”, a ogni donna e ogni uomini he ne voglia fare esperienza. Moltissimi sono coloro che non potranno giungere a Roma: ma l’amore di Dio raggiunge, con la sua grazia, anche costoro.

Le opere di misericordia

Un secondo elemento che caratterizzerà quest’anno è la sottolineatura della possibilità di ottenere l’indulgenza a seguito del compimento di una o più opere di misericordia, corporale e/o spirituale. La tradizione della Chiesa ha sempre visto il compimento delle opere di carità come una delle forme che portavano all’ottenimento dell’indulgenza; ma papa Francesco ha voluto ribadire con forza questo elemento, chiaro segno di un suo intendimento profondo: chi entra nell’amore di Dio agendo la carità personalmente, sia nelle forme della diaconia spirituale, che in quelle della diaconia corporale, partecipa all’opera di misericordia di Dio e della Chiesa.

Opere di misericordia corporali

Da da mangiare agli affamati

Da da bere agli assetati

Vestire gli ignudi

Alloggiare i pellegrini

Visitare gli infermi

Visitare i carcerati

Seppellire i morti

 

Opere di misericordia spirituali

Consigliare i dubbiosi

Insegnare agli ignorati

Ammonire i peccatori

Consolare gli afflitti

Perdonare le offese

Sopportare pazientemente le persone moleste

Pregare Dio per i vivi e per i morti

 

 

 


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